UN DATASET ITALIANO PER LA RICERCA IN EUROPA E IL NUOVO ORIZZONTE DELLA PARTNERSHIP SHAM – FEDERSANITÀ

Trasformare le numerose informazioni contenute in una cartella clinica in un data-set che possa essere letto e analizzato dai diversi centri di ricerca in Europa perché impiega lo standard del Common Data Model (CMD). È davvero una lingua franca per la ricerca quella applicata dal progetto MACADAM – Mesothelioma Clinical Data platform dell’AO Alessandria al quale dedichiamo una lunga e approfondita intervista.

Il tema, come emerso più volte nei dibatti e nelle ricerche promossi da Sham – gruppo Relyens, è quello della standardizzazione delle informazioni sanitarie a fini di ricerca e assistenziali, e trova nei principali attori del sistema sanitario un importante supporto.

Tra i partner di lungo corso, è importante ricordare Federsanità, che da ormai 6 anni collabora con noi in questo senso. Molteplici le iniziative condivise in questo senso: dal Concorso Risk Management Sham al più recente whitepaper “Capire il rischio cyber: il nuovo orizzonte in sanità ”, il primo studio nazionale dedicato alla percezione del rischio cyber in Sanità svolto in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università di Torino, Sham ha potuto contare sul patrocinio della Confederazione delle Federsanità Anci regionali.

Oggi Sham è lieta di annunciare il rinnovo della partnership con Federsanità e un nuovo orizzonte progettuale di collaborazione. Per il prossimo triennio la partnership si focalizzerà, infatti, sulla quantificazione del progresso nell’ambito sicurezza delle strutture ospedaliere e permetterà di rispondere a domande fondamentali come: quanto è migliorata la sanità? Quante risorse sono destinate in maniera specifica al risk management? Quanto sono delineate con chiarezza il ruolo e le prerogative dei responsabili della gestione del rischio?

Misurare, secondo criteri scientifici e nell’intero panorama sanitario, gli investimenti strutturali nella gestione del rischio e l’impatto sulla sicurezza delle cure è infatti l’ultimo tassello per consolidare il ruolo del risk management e porlo al centro dei processi decisionali in sanità.

Un obiettivo che Sham persegue con convinzione da anni sia promuovendo la ricerca universitaria nell’ambito della sicurezza delle cure e della prevenzione sia diffondendo provati strumenti e best practice di mitigazione del rischio a tutti i livelli dell’assistenza sanitaria.

Ringraziandovi per l’attenzione vi auguro una buona lettura.

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia

UN NUMERO ECCEZIONALMENTE RICCO DI SANITÀ 360°

Un innovativo punto di vista sulla prevenzione del danno psicologico (Psychosocial Safety Climate); l’incontro tra decine di professionisti per definire i contorni della leadership in sanità; la vulnerabilità nei dispositivi elettromedicali e un’emozionante panoramica sull’introduzione dell’AI in ambito giuridico: il numero odierno di Sanità 360° è particolarmente ricco.

Un grazie particolare al Professore Giovanni Comandé della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per aver tratteggiato nell’articolo “Il salto quantico dell’AI giuridica” come la predizione giuridica cambierà l’approccio alla giustizia nell’intero arco delle professioni e degli interessi coinvolti.

Grazie anche alla Dottoressa Arabella Fontana, ASL NO di Novara, per aver definito i tre pilastri sui quali fondare una rinnovata leadership in sanità a partire dal riconoscimento dell’impatto e della dignità del lavoro dei professionisti sanitari che ogni giorno fanno scelte importanti per la salute delle persone.

Il mondo sanitario, cambierà dopo la pandemia e molti di questi cambiamenti sono opportunità di miglioramento e di innovazione che vanno accolti con mente aperta, pensiero critico e consapevolezza dei rischi connessi.

Navigare la complessità è la sintesi delle sfide che attendono il comparto sanitario e Sanità 360° rinnova il suo contributo di approfondimento e condivisione di idee a fianco degli esperti e dei professionisti che hanno accolto questa sfida.

Un contributo al quale chiunque legga e rifletta su queste pagine partecipa attivamente.

Grazie, perciò, a tutti e tutte per la vostra attenzione e buona lettura.

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

SANITÀ DIGITALE E SICUREZZA CYBER: DUE CASI STUDIO

In questo numero di Sanità 360° affrontiamo la tematica dell’Internet of Medical Things (IoMT), una componente essenziale nel settore emergente della salute digitale, per mettere in evidenza quanto “progresso” e “rischio” siano in realtà due facce della stessa medaglia.

Se da una parte, infatti, la disponibilità di nuove tecnologie e la maggiore connettività hanno abilitato lo sviluppo e il miglioramento di tecniche già esistenti come ad esempio la telemedicina, dall’altra hanno imposto nuove esigenze di sicurezza informatica.

In un articolo ricco di nuovi spunti e di risultati raggiunti “sul campo” il Professor Gianluca Polvani condivide l’esperienza del Centro Cardiologico Monzino – una tra le prime e più grandi centrali operative di telemedicina in Europa – sottolineando l’impatto della telemedicina cardiologica sulla salute e sulla qualità di vita dei pazienti e i passaggi, sia amministrativi che culturali, necessari per estendere questa best practice anche alle altre Regioni Italiane.

Un passaggio reso urgente ma, al contempo, più facile grazie all’accelerazione tecnologica scaturita in risposta alla pandemia.

Queste le parole espresse della dottoressa Arabella Fontana, anticipando il convegno dedicato alla Leadership in sanità del 1° aprile: “Il COVID non ci lascia in eredità solo elementi negativi ma anche molte lezioni positive come l’importanza dell’empatia, del lavoro in team, dell’agilità di trovare nuove soluzioni organizzative. Consapevolezze che ci possono insegnare a non aver paura di scegliere, quando è arrivato il momento, come leader, di farlo”.

Come più volte abbiamo affermato in queste pagine, la scelta della sicurezza informatica deve essere parte integrante dell’innovazione, perché non esiste una sanità pienamente digitale che non sia al tempo stesso sicura dal punto di vista informatico.

Sappiamo che non è un traguardo facile.

La Sanità si aggiorna in corso d’opera, rendendo il concetto di “sicurezza by design” un principio guida che non può essere interamente applicato nella realtà. Una realtà costituita da migliaia di device e di strumenti, collegati alle reti degli ospedali, provenienti da molteplici produttori con programmi e politiche di sicurezza diversi e difficilmente integrabili. La sicurezza diventa una missione condivisa tra il personale IT della struttura sanitaria e i programmatori dei software reclutati dalle diverse aziende: una condivisione che richiede molti sforzi di coordinamento e, anche, di fiducia reciproca.

Per questo, il primo passo per rendere sicura la flotta dei device medicali è mapparli e mapparne lo scambio di informazioni all’interno e all’esterno della struttura. “Una sonda per le reti ospedaliere” è la risposta offerta da CyberMDX, partner tecnologico di Sham: una piattaforma di sicurezza informatica a supporto all’ingegneria clinica che, come spiega il nostro Cyber Risk Manager Pasquale Draicchio, permette di controllare i flussi dati ospedalieri per proteggerli e migliorarne simultaneamente l’efficienza.

Buona lettura e grazie, come sempre, per la Vostra attenzione.

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia

DATI E TRASPARENZA: STRUMENTI EFFICACI PER IL CLAIMS MANAGEMENT

La relazione tra struttura sanitaria e assicuratore riveste un carattere di assoluta unicità nel panorama assicurativo. Ciò che determina la sua singolarità è la stretta coincidenza di obiettivi ed interessi comuni: la riduzione del rischio clinico è difatti un obiettivo e una garanzia di sostenibilità per entrambi.

Proprio da questa convergenza, nasce l’opportunità di servirsi di una comunicazione trasparente sulla sinistrosità pregressa: lo storico dei dati non è più percepito come un “peso” per l’assicurato, al contrario diventa il punto di partenza per strutturare, con l’assicuratore, un percorso di affiancamento e miglioramento del Risk Management interno.

L’analisi e la condivisione dei dati sanitari rappresentano dunque la chiave della prevenzione e della predizione.

È questo l’assunto dal quale si sviluppa la bella intervista rilasciata da Giuseppe Carchedi, Group operations and analytics manager di Sham – gruppo Relyens, recentemente pubblicata su Insurance Connect (LINK)

Del resto, la costruzione di un percorso con l’assicurato è uno dei pilastri fondamentali della filosofia mutualistica di Sham che affianca quotidianamente i Risk Manager delle strutture sanitarie associate attraverso progetti mirati di formazione e miglioramento.

In questo numero di Sanità 360° ve ne raccontiamo uno: si tratta del progetto, condotto in Veneto presso “Azienda Zero” da Giansaverio Friolo e Matteo Cavallo, dedicato alla formazione del personale in due specifici ambiti: Protocolli ICA e Relazione finale di Risk Management.

Il tema del “dato” come driver del miglioramento delle terapie e della promozione di ricerca e innovazione è nuovamente affrontato nell’articolo dedicato all’incontro online organizzato da Women&Technologies dal titolo “Il potere dei dati per la salute”.

Importanti esponenti del panorama medico e legislativo, sia nazionale che internazionale, si sono confrontati sull’importanza della gestione dei dati in quello che viene chiamato, dall’Unione Europea, il “decennio digitale”.

Vi lascio quindi a tematiche estremamente attuali e di interesse, augurandovi una buona lettura.

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia

I NUMERI CHE DANNO RAGIONE AL RISK MANAGEMENT

L’anno appena trascorso ha dato modo di provare il grande spirito di adattamento delle strutture sanitarie e dei professionisti della Salute in Italia.

Il Risk Management è lo strumento che può contribuire sensibilmente al loro instancabile impegno.

Da anni, la cultura della prevenzione è in crescita nella sanità italiana. In passato, la mole di dati sui quali potevamo basarci era relativamente scarsa per dimostrarne l’efficacia a breve termine. Come sappiamo, la trasformazione sanitaria si misura sul lungo periodo.   

Ma questi dati stanno arrivando, come dimostra l’eccezionale esperienza della Fondazione Poliambulanza di Brescia che trattiamo nelle interviste alla Dott.ssa Carmela De Rango, Responsabile dell’Ufficio Risk Management & Qualità dell’azienda ospedaliera Poliambulanza di Brescia e al nostro Risk Manager Giansaverio Friolo.

Nei due articoli raccontiamo, sotto diversi punti di vista, un approccio al Risk Management proattivo e capace di portare risultati oggettivi e misurabili sul fronte della sicurezza e della sostenibilità. È un Enterprise Risk Management che non si limita al rischio clinico bensì abbraccia la prevenzione a tutti i livelli organizzativi. Un modello basato su una rete capillare di 65 referenti del rischio che partecipano alla sicurezza declinando le indicazioni top-down e facendo pervenire il miglioramento in una dinamica bottom-up.

Altro tema di grande attualità è il rischio Cyber per la sanità.

Insieme a Luca Achilli e Ruggero Di Mauro, rispettivamente Direttore Sviluppo Healthcare e Key Account Manager di Sham – gruppo Relyens, affrontiamo il ruolo dell’assicurazione e la necessaria integrazione tra polizza assicurativa e interventi di mitigazioni del rischio, alla luce della crescente minaccia ransomware.

Anche questo mese, Sanità 360° affronta i temi di attualità per la comunità dei professionisti della sicurezza sanitaria, dando voce alle migliori esperienze sul campo e condividendo analisi e metodologie che si sono rivelate efficaci sia in Italia che in Europa nel far crescere la cultura e la prassi della prevenzione.

Grazie per l’attenzione e buona lettura.

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham – gruppo Relyens in Italia

4 BUONI PROPOSITI PER LA MEDMAL E LA SICUREZZA OSPEDALIERA NEL 2022

Concretezza è la parola d’ordine per il 2022. In questi ultimi due anni dobbiamo riconoscere al nostro Paese e al servizio sanitario il merito di aver resistito ad un’inimmaginabile pressione causata dalla pandemia e di aver mantenuto la sua integrità nonostante la prostrazione e il disorientamento. 

Tutto ciò costituisce la prova inequivocabile che l’Italia è un Paese in grado di compiere azioni delle quali essere orgogliosi.  

La pandemia ha sacrificato molte cose, alcune delle quali per fortuna superflue: una di queste è la ritrosia. Abbiamo infatti scoperto che spesso rapidità fa rima con concretezza. La pandemia ci ha, inoltre, aiutato a ricordare la fragilità della nostra esistenza e la conseguente importanza di sfruttar a pieno tempo ed energie, soprattutto quando la quantità di entrambe è limitata. 

Più che un bilancio del 2021, in questo messaggio di fine anno vorrei metter a fuoco quattro buoni propositi che ritengo importanti e di estrema utilità per la MedMal e per la sicurezza ospedaliera del 2022, un anno che auspico possa essere totalmente orientato alla concretezza.  

  • Il primo punto è l’integrazione tra gestione sinistri e risk management. Come saprete esistono due modi per assicurare una struttura sanitaria. Il primo si limita a proporre una polizza e a pagare i risarcimenti. Il secondo si impegna a ridurre il rischio e, con esso, il costo dei risarcimenti e della polizza stessa nel medio e lungo periodo. È la mission che Sham persegue da decenni con provati risultati in tutta Europa grazie al suo modello mutualistico. Le informazioni tratte dai sinistri vengono condivise tra assicurato e assicuratore sia per stabilire insieme la gestione di ogni singolo evento, sia per valutare e definire gli interventi di miglioramento da adottare per rendere la struttura più sicura. 
  • Il secondo punto è sia una conseguenza che una condizione del primo: per condividere informazioni e strategie, assicurato e assicuratore devono avere fiducia l’uno nell’altro. Per poter mitigare davvero il contenzioso, dobbiamo abbattere il pregiudizio che assicuratori e assicurati siano in contrapposizione d’interessi. Ridurre il costo della responsabilità civile sanitaria e aumentare la sicurezza delle cure è un interesse comune
  • Il terzo punto arriva a sostegno di questa asserzione. Studi dimostrano che, per una struttura sanitaria, optare per un regime di auto-ritenzione parziale o totale porta ad un esito negativo nel 55% dei casi sfociando in un pagamento di risarcimento. L’azione di rivolgersi ad un tribunale è spesso una scelta dettata dal timore. 
  • L’antidoto al timore è la conoscenza. Il quarto e ultimo punto è, infatti, la tecnologia, che ci permette di accoglierla e di basare le nostre scelte su basi oggettive. Dati, informazioni, pattern: tutto questo è, già alla nostra portata. I “raw data” sono disponibili a milioni. A mancare sono le infrastrutture informatiche e le competenze tecniche per analizzare questi dati e trarne indicazioni. Tutto ciò è determinante per continuare la trasformazione del risk management da proattivo (come è già ora in molti casi) a predittivo: capace, ovvero, di predire con esattezza dove saranno necessarie le risorse per la prevenzione.  È soprattutto verso questa direzione che dovrà orientarsi l’investimento nelle nuove tecnologie previsto nel PNRR. L’esperienza del settore assicurativo, già avanzata nell’analisi predittiva delle controversie e dei big data, può essere messa al servizio del Sistema sanitario per affrontare le sfide del futuro, ma ciò sarà possibile unicamente grazie ad un valido supporto tecnologico alla gestione del rischio e del contenzioso.  

Sul nostro blog Sanità 360° affrontiamo da tempo queste tematiche attraverso l’esperienza di esperti e professionisti sanitari italiani ed europei.   

A questo proposito cogliamo l’occasione per augurarvi un Felice Natale e un buon 2022 e vi ringraziamo per aver sostenuto, con la vostra attenzione e partecipazione, lo scambio di idee ed esperienze all’interno della nostra comunità professionale. Continuate ad arricchire le nostre pagine con i vostri contributi e con spunti che potranno divenire buone pratiche condivise

Grazie ancora e Buon Natale a tutti e tutte. 

Roberto Ravinale 

Direttore esecutivo di Sham in Italia  

360 ARTICOLI PER LA SICUREZZA

Sanità360° taglia il traguardo simbolico dei 360 articoli, rinnovando l’alleanza con la comunità dei professionisti sanitari che si impegnano ogni giorno per la sicurezza e il miglioramento nella gestione del rischio. Appuntamento al Forum Risk Management 2021 per proseguire il dialogo sui temi che fanno la differenza per la salute e la responsabilità sanitaria.  

Fin dalla prima pubblicazione, Sanità360° è stato uno spazio aperto alle idee e al confronto tra Risk Manager, Dirigenti, Medici ed esperti di sicurezza sanitaria in tutte le sue declinazioni. 

Se avete avuto modo di seguire le numerose iniziative che si sono susseguite negli scorsi anni, è chiaro come il nostro obiettivo sia sempre stato quello di divulgare le buone pratiche e cultura della prevenzione, creando uno spazio di incontro e condividendo le migliori esperienze in Italia e in Europa.  

Abbiamo parlato con centinaia di professionisti, associati o meno, dando voce nel tempo e su più livelli, a numerosi progetti di miglioramento e ricerca. È questa, ora che pubblichiamo il 360° articolo della nostra rivista, un’occasione quanto mai gradita per ringraziarli tutti e tutte per la fiducia e la disponibilità che ci hanno donato. 

Questo percorso non si ferma e il prossimo appuntamento è dietro l’angolo. Il Forum Risk Management, quest’anno ad Arezzo, inizia oggi, martedì 30 novembre. Sham è presente allo stand n°7 e i suoi professionisti sono pronti ad accogliervi e a raccontarvi la nostra nuova value proposition. Inoltre, segnaliamo l’appuntamento del 3 dicembre, dove a partire dalle ore 9:00, in un ampio Panel organizzato tra gli altri da Federsanità, affronteremo in compagnia della nostra Operations Director, Alessandra Grillo, un tema di grande attualità: “Danni da Covid – correlati: dal risarcimento all’indennizzo”. 

Arrivederci ad Arezzo, quindi, e buona continuazione di lettura. 

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia  

COME STA CAMBIANDO IL RISK MANAGEMENT SANITARIO

Più di 80 progetti di miglioramento presentati al 5° Concorso RM Sham testimoniano l’investimento della sanità italiana nella sicurezza, anche nel pieno della pandemia. Ma non solo: proattività nei reparti, inclusione del cyber risk management e capacità predittive basate sulla corretta analisi dei dati sono i progressi da raggiungere nell’immediato futuro.

Da 20 anni in Francia e da 5 in Italia, la mutua assicurativa Sham – gruppo Relyens raccoglie, confronta e premia le migliori pratiche a livello locale per la riduzione del rischio sanitario con l’intento di farle conoscere e diffondere a livello nazionale ed europeo. “Il 2021 è stata la prima edizione nella quale i progetti italiani, francesi e spagnoli hanno concorso assieme e il premio europeo è andato all’IRCCS Don Carlo Gnocchi con un progetto che unisce alta tecnologia e attenzione alla salute del personale sanitario”.  Per Roberto Ravinale, direttore esecutivo di Sham in Italia “stiamo assistendo ad una decisa trasformazione nel Risk Management sanitario”. Il progetto vincitore, per esempio, prevede in una maglietta di tessuto ‘intelligente’ (e-texture) capace di registrare i parametri vitali, la postura e l’affaticamento dei fisioterapisti con l’obiettivo di monitorarne il benessere psicofisico; dopo la pubblicazione scientifica dei risultati, il progetto potrà essere esteso ad altre categorie e strutture sanitarie.  “Veder assegnare ad una struttura italiana il primo premio è motivo di grande orgoglio e testimonia l’investimento fatto dall’intero Servizio sanitario nazionale, nel pubblico come nel privato, per migliorare la sicurezza delle cure e degli operatori”.

Oltre al progetto del Don Gnocchi, sono stati presentati numerosissimi progetti provenienti da tutta la sanità italiana: dalle piccole case di cura fino ai grandi ospedali universitari. Tra i vincitori figura la “rete” dei 65 referenti del rischio della Fondazione Poliambulanza, uno o più in ogni reparto, il cui progetto segna decisamente la transizione dalla gestione del rischio da reattiva a proattiva abbracciando in pieno sia una prassi bottom-up per il miglioramento sia una cultura No-Blame nella quale l’errore diventa un vettore per il processo di miglioramento aziendale. Premiate anche le flow chart digitali per infermieri e oss della Casa di cura Villa Maria di Padova e il progetto del San Giovanni Addolorata, che ha come obiettivo quello di potenziare e digitalizzare il monitoraggio della stress-lavoro correlato (un tema essenziale dopo il COVID-19). All’orizzonte si profila uno scenario estremamente reale, nel quale i dati raccolti possono portare alla predizione di situazioni di rischio prima che si verifichino.

Dopo la pandemia, abbiamo assistito ad un aumento della sensibilità e della partecipazione del personale sanitario alla sicurezza delle cure. Stiamo andando verso lo sviluppo di un risk management olistico, capace di abbracciare per intero i processi sanitari fin dalla progettazione. Nel frattempo, la tecnologia apre immense prospettive per costruire una visione predittiva dei rischi e l’analisi e la strutturazione dei dati medici disponibili rappresenterà una fonte primaria di informazioni per erogare un’offerta di prevenzione su misura e innovativa.  Essenziale, per cogliere queste opportunità, è inserire a pieno titolo il Cyber Risk Management nella più ampia e globale gestione del rischio. Ma tutto ciò non è sufficiente: nell’attuale contesto di overload cognitivo, la tecnologia consente di analizzare i dati, decifrarli ed utilizzarli al meglio, ponendoci in grado di identificare e anticipare i rischi molto prima di quanto fosse possibile in precedenza. Nuovi metodi e ulteriori flussi di dati in futuro porteranno a previsioni sempre più accurate. E solo chi sarà in grado di utilizzare con efficacia questi dati potrà sfruttarne appieno il potenziale. Per questo è necessario affidarsi a un partner che abbia gli strumenti e le competenze per farlo.

Sham ha recentemente stretto partnership con i maggiori players nell’ambito dell’innovazione tecnologica in sanità, come Caresyntax, una piattaforma tecnologica finalizzata a ridurre il rischio chirurgico nelle sale operatorie tramite strumentazioni di data analytics, video recording e AI.

Questo è solo un esempio di una strategia più ampia: l’assicuratore non può limitarsi ad assicurare i rischi. Deve divenire un partner essenziale della sicurezza: un Risk Manager che contribuisce con prodotti, servizi e competenze multidisciplinari e specialistiche all’obiettivo comune di rendere sia le cure che i luoghi di cura più sicuri, sia in ambito fisico che digitale.

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia

SFIDE GLOBALI RICHIEDONO UNA RISPOSTA COMUNE

Quest’anno il Concorso di Risk Management Sham, alla 5° edizione in Italia, acquisisce due dimensioni particolari. La prima consiste in un grande e riconoscente tributo alla sanità italiana che, nel secondo anno di pandemia e nel pieno di una rinnovata emergenza, ha continuato a guardare avanti investendo tempo ed energie nella prevenzione, proponendo più di 80 progetti che puntano a migliorare la sicurezza delle cure e la riduzione del rischio sanitario. Un grazie particolare ai nostri partner Federsanità, ARIS e AIOP che condividono il merito di questo straordinario impegno. 

La seconda è il respiro europeo dell’iniziativa. Per la prima volta i progetti dei 4 Paesi nei quali Sham opera in qualità di mutua assicurativa e Risk Manager del settore sanitario e socio-sanitario vengono riuniti e confrontati. Condividere esperienze e buone pratiche da Francia, Italia, Spagna e Germania ha per noi un significato preciso: il rischio sanitario, come ci è stato ampiamente dimostrato, è globale e siamo convinti che la risposta debba essere comune e condivisa, armonizzando strategie e procedure tra i diversi Paesi, a partire da quelli europei e con un focus specifico sulla crescente minaccia cyber. 

La risposta a nuove e così complesse esigenze non può essere lasciata alla singola struttura. È unendo sforzi, dati, analisi e best practice sviluppate in anni e realtà diverse che si possono sviluppare soluzioni adeguate. 

E qui trova fondamento l’identità di Sham, che favorisce da decenni il confronto tra le Sanità e i professionisti sanitari europei così da poter anticipare le sfide che stanno profilandosi all’orizzonte e fornire gli strumenti più adatti a contrastarle tempestivamente

Il Concorso di Risk Management è uno dei tasselli di questa strategia.  

Sham inoltre vuole riconoscere e premiare l’infaticabile impegno dei professionisti sanitari italiani e la loro abnegazione anche in condizioni di emergenza, di organici e risorse ridotti rispetto al bisogno Salute. 

L’impegno quotidiano di risk manager, medici, infermieri e professionisti sanitari fa la differenza ogni giorno e ben oltre il raggio circoscritto del singolo impiego e della singola prestazione. E a loro e ai loro sforzi che dedico questa pubblicazione e la gratitudine per quello che hanno fatto e faranno per la salute e la vita delle persone.  

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia

DUE BUONE NOTIZIE PRIMA DELL’ESTATE

Con l’arrivo della breve pausa estiva chiudiamo un periodo di grande intensità con due ottimi risultati che dimostrano sia la reattività e il desiderio da parte della sanità italiana di migliorare la sicurezza delle cure pur nel difficilissimo frangente della pandemia ancora in corso, sia l’efficacia di Sham nell’affiancare gli attori sanitari nel prendere parte a questo cambiamento. 

Lo scorso 7 luglio abbiamo presentato la prima ricerca in Italia dedicata all’analisi del livello di preparazione della sanità italiana rispetto al crescente rischio cyber. CAPIRE IL RISCHIO CYBER: IL NUOVO ORIZZONTE IN SANITÀ (nel link la diretta della conferenza stampa) è il white paper nato dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Torino che ha visto ben 68 rispondenti provenienti da strutture sanitarie dislocate su 14 Regioni Italiane. Un campione rappresentativo dei professionisti chiamati ad affrontare la crescente minaccia: qui i risultati della ricerca. Sono dati importanti sui quali provare a costruire una risposta fondata e puntuale al crescente rischio informatico connesso alla digitalizzazione.  

Sempre in questo periodo abbiamo ricevuto oltre 80 progetti di miglioramento nell’orizzonte del Risk Management sanitario, della sicurezza cyber e della tutela del benessere del personale sanitario. Si tratta delle best practice locali del 5° Concorso Risk Management Sham, promosse dall’iniziativa affinché siano conosciute, adattate e applicate da tutto il comparto sanitario. Quest’anno la competizione diventa anche europea e la cerimonia di premiazione si terrà in occasione del World Patient Safety Day #WPSD, il 17 settembre 2021. La grande partecipazione ottenuta è un’ottima notizia poiché testimonia il continuo interesse dei professionisti della sanità nei confronti della prevenzione e della sicurezza delle cure nonostante l’importante dispendio energetico nel fronteggiare la pandemia.  

Le suddette – e molte altre iniziative di questo tipo – fanno capo al nostro modello mutualistico che non si limita ad assicurare le strutture sanitarie bensì ci vede ogni giorno, in qualità di risk manager, protagonisti al fianco degli operatori sanitari e socio-sanitari delle strutture italiane ed europee per ridurre i vecchi e i nuovi rischi in Sanità. 

Un modello, il nostro, che ho avuto l’occasione di raccontare a Insurance Connect TV: qui il link per chi fosse curioso di approfondire ( LINK ). 

Grazie dell’attenzione e una buona estate a tutti e tutte.  

Roberto Ravinale 

Direttore Esecutivo di Sham in Italia