4 BUONI PROPOSITI PER LA MEDMAL E LA SICUREZZA OSPEDALIERA NEL 2022

Concretezza è la parola d’ordine per il 2022. In questi ultimi due anni dobbiamo riconoscere al nostro Paese e al servizio sanitario il merito di aver resistito ad un’inimmaginabile pressione causata dalla pandemia e di aver mantenuto la sua integrità nonostante la prostrazione e il disorientamento. 

Tutto ciò costituisce la prova inequivocabile che l’Italia è un Paese in grado di compiere azioni delle quali essere orgogliosi.  

La pandemia ha sacrificato molte cose, alcune delle quali per fortuna superflue: una di queste è la ritrosia. Abbiamo infatti scoperto che spesso rapidità fa rima con concretezza. La pandemia ci ha, inoltre, aiutato a ricordare la fragilità della nostra esistenza e la conseguente importanza di sfruttar a pieno tempo ed energie, soprattutto quando la quantità di entrambe è limitata. 

Più che un bilancio del 2021, in questo messaggio di fine anno vorrei metter a fuoco quattro buoni propositi che ritengo importanti e di estrema utilità per la MedMal e per la sicurezza ospedaliera del 2022, un anno che auspico possa essere totalmente orientato alla concretezza.  

  • Il primo punto è l’integrazione tra gestione sinistri e risk management. Come saprete esistono due modi per assicurare una struttura sanitaria. Il primo si limita a proporre una polizza e a pagare i risarcimenti. Il secondo si impegna a ridurre il rischio e, con esso, il costo dei risarcimenti e della polizza stessa nel medio e lungo periodo. È la mission che Sham persegue da decenni con provati risultati in tutta Europa grazie al suo modello mutualistico. Le informazioni tratte dai sinistri vengono condivise tra assicurato e assicuratore sia per stabilire insieme la gestione di ogni singolo evento, sia per valutare e definire gli interventi di miglioramento da adottare per rendere la struttura più sicura. 
  • Il secondo punto è sia una conseguenza che una condizione del primo: per condividere informazioni e strategie, assicurato e assicuratore devono avere fiducia l’uno nell’altro. Per poter mitigare davvero il contenzioso, dobbiamo abbattere il pregiudizio che assicuratori e assicurati siano in contrapposizione d’interessi. Ridurre il costo della responsabilità civile sanitaria e aumentare la sicurezza delle cure è un interesse comune
  • Il terzo punto arriva a sostegno di questa asserzione. Studi dimostrano che, per una struttura sanitaria, optare per un regime di auto-ritenzione parziale o totale porta ad un esito negativo nel 55% dei casi sfociando in un pagamento di risarcimento. L’azione di rivolgersi ad un tribunale è spesso una scelta dettata dal timore. 
  • L’antidoto al timore è la conoscenza. Il quarto e ultimo punto è, infatti, la tecnologia, che ci permette di accoglierla e di basare le nostre scelte su basi oggettive. Dati, informazioni, pattern: tutto questo è, già alla nostra portata. I “raw data” sono disponibili a milioni. A mancare sono le infrastrutture informatiche e le competenze tecniche per analizzare questi dati e trarne indicazioni. Tutto ciò è determinante per continuare la trasformazione del risk management da proattivo (come è già ora in molti casi) a predittivo: capace, ovvero, di predire con esattezza dove saranno necessarie le risorse per la prevenzione.  È soprattutto verso questa direzione che dovrà orientarsi l’investimento nelle nuove tecnologie previsto nel PNRR. L’esperienza del settore assicurativo, già avanzata nell’analisi predittiva delle controversie e dei big data, può essere messa al servizio del Sistema sanitario per affrontare le sfide del futuro, ma ciò sarà possibile unicamente grazie ad un valido supporto tecnologico alla gestione del rischio e del contenzioso.  

Sul nostro blog Sanità 360° affrontiamo da tempo queste tematiche attraverso l’esperienza di esperti e professionisti sanitari italiani ed europei.   

A questo proposito cogliamo l’occasione per augurarvi un Felice Natale e un buon 2022 e vi ringraziamo per aver sostenuto, con la vostra attenzione e partecipazione, lo scambio di idee ed esperienze all’interno della nostra comunità professionale. Continuate ad arricchire le nostre pagine con i vostri contributi e con spunti che potranno divenire buone pratiche condivise

Grazie ancora e Buon Natale a tutti e tutte. 

Roberto Ravinale 

Direttore esecutivo di Sham in Italia  

360 ARTICOLI PER LA SICUREZZA

Sanità360° taglia il traguardo simbolico dei 360 articoli, rinnovando l’alleanza con la comunità dei professionisti sanitari che si impegnano ogni giorno per la sicurezza e il miglioramento nella gestione del rischio. Appuntamento al Forum Risk Management 2021 per proseguire il dialogo sui temi che fanno la differenza per la salute e la responsabilità sanitaria.  

Fin dalla prima pubblicazione, Sanità360° è stato uno spazio aperto alle idee e al confronto tra Risk Manager, Dirigenti, Medici ed esperti di sicurezza sanitaria in tutte le sue declinazioni. 

Se avete avuto modo di seguire le numerose iniziative che si sono susseguite negli scorsi anni, è chiaro come il nostro obiettivo sia sempre stato quello di divulgare le buone pratiche e cultura della prevenzione, creando uno spazio di incontro e condividendo le migliori esperienze in Italia e in Europa.  

Abbiamo parlato con centinaia di professionisti, associati o meno, dando voce nel tempo e su più livelli, a numerosi progetti di miglioramento e ricerca. È questa, ora che pubblichiamo il 360° articolo della nostra rivista, un’occasione quanto mai gradita per ringraziarli tutti e tutte per la fiducia e la disponibilità che ci hanno donato. 

Questo percorso non si ferma e il prossimo appuntamento è dietro l’angolo. Il Forum Risk Management, quest’anno ad Arezzo, inizia oggi, martedì 30 novembre. Sham è presente allo stand n°7 e i suoi professionisti sono pronti ad accogliervi e a raccontarvi la nostra nuova value proposition. Inoltre, segnaliamo l’appuntamento del 3 dicembre, dove a partire dalle ore 9:00, in un ampio Panel organizzato tra gli altri da Federsanità, affronteremo in compagnia della nostra Operations Director, Alessandra Grillo, un tema di grande attualità: “Danni da Covid – correlati: dal risarcimento all’indennizzo”. 

Arrivederci ad Arezzo, quindi, e buona continuazione di lettura. 

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia  

COME STA CAMBIANDO IL RISK MANAGEMENT SANITARIO

Più di 80 progetti di miglioramento presentati al 5° Concorso RM Sham testimoniano l’investimento della sanità italiana nella sicurezza, anche nel pieno della pandemia. Ma non solo: proattività nei reparti, inclusione del cyber risk management e capacità predittive basate sulla corretta analisi dei dati sono i progressi da raggiungere nell’immediato futuro.

Da 20 anni in Francia e da 5 in Italia, la mutua assicurativa Sham – gruppo Relyens raccoglie, confronta e premia le migliori pratiche a livello locale per la riduzione del rischio sanitario con l’intento di farle conoscere e diffondere a livello nazionale ed europeo. “Il 2021 è stata la prima edizione nella quale i progetti italiani, francesi e spagnoli hanno concorso assieme e il premio europeo è andato all’IRCCS Don Carlo Gnocchi con un progetto che unisce alta tecnologia e attenzione alla salute del personale sanitario”.  Per Roberto Ravinale, direttore esecutivo di Sham in Italia “stiamo assistendo ad una decisa trasformazione nel Risk Management sanitario”. Il progetto vincitore, per esempio, prevede in una maglietta di tessuto ‘intelligente’ (e-texture) capace di registrare i parametri vitali, la postura e l’affaticamento dei fisioterapisti con l’obiettivo di monitorarne il benessere psicofisico; dopo la pubblicazione scientifica dei risultati, il progetto potrà essere esteso ad altre categorie e strutture sanitarie.  “Veder assegnare ad una struttura italiana il primo premio è motivo di grande orgoglio e testimonia l’investimento fatto dall’intero Servizio sanitario nazionale, nel pubblico come nel privato, per migliorare la sicurezza delle cure e degli operatori”.

Oltre al progetto del Don Gnocchi, sono stati presentati numerosissimi progetti provenienti da tutta la sanità italiana: dalle piccole case di cura fino ai grandi ospedali universitari. Tra i vincitori figura la “rete” dei 65 referenti del rischio della Fondazione Poliambulanza, uno o più in ogni reparto, il cui progetto segna decisamente la transizione dalla gestione del rischio da reattiva a proattiva abbracciando in pieno sia una prassi bottom-up per il miglioramento sia una cultura No-Blame nella quale l’errore diventa un vettore per il processo di miglioramento aziendale. Premiate anche le flow chart digitali per infermieri e oss della Casa di cura Villa Maria di Padova e il progetto del San Giovanni Addolorata, che ha come obiettivo quello di potenziare e digitalizzare il monitoraggio della stress-lavoro correlato (un tema essenziale dopo il COVID-19). All’orizzonte si profila uno scenario estremamente reale, nel quale i dati raccolti possono portare alla predizione di situazioni di rischio prima che si verifichino.

Dopo la pandemia, abbiamo assistito ad un aumento della sensibilità e della partecipazione del personale sanitario alla sicurezza delle cure. Stiamo andando verso lo sviluppo di un risk management olistico, capace di abbracciare per intero i processi sanitari fin dalla progettazione. Nel frattempo, la tecnologia apre immense prospettive per costruire una visione predittiva dei rischi e l’analisi e la strutturazione dei dati medici disponibili rappresenterà una fonte primaria di informazioni per erogare un’offerta di prevenzione su misura e innovativa.  Essenziale, per cogliere queste opportunità, è inserire a pieno titolo il Cyber Risk Management nella più ampia e globale gestione del rischio. Ma tutto ciò non è sufficiente: nell’attuale contesto di overload cognitivo, la tecnologia consente di analizzare i dati, decifrarli ed utilizzarli al meglio, ponendoci in grado di identificare e anticipare i rischi molto prima di quanto fosse possibile in precedenza. Nuovi metodi e ulteriori flussi di dati in futuro porteranno a previsioni sempre più accurate. E solo chi sarà in grado di utilizzare con efficacia questi dati potrà sfruttarne appieno il potenziale. Per questo è necessario affidarsi a un partner che abbia gli strumenti e le competenze per farlo.

Sham ha recentemente stretto partnership con i maggiori players nell’ambito dell’innovazione tecnologica in sanità, come Caresyntax, una piattaforma tecnologica finalizzata a ridurre il rischio chirurgico nelle sale operatorie tramite strumentazioni di data analytics, video recording e AI.

Questo è solo un esempio di una strategia più ampia: l’assicuratore non può limitarsi ad assicurare i rischi. Deve divenire un partner essenziale della sicurezza: un Risk Manager che contribuisce con prodotti, servizi e competenze multidisciplinari e specialistiche all’obiettivo comune di rendere sia le cure che i luoghi di cura più sicuri, sia in ambito fisico che digitale.

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia

SFIDE GLOBALI RICHIEDONO UNA RISPOSTA COMUNE

Quest’anno il Concorso di Risk Management Sham, alla 5° edizione in Italia, acquisisce due dimensioni particolari. La prima consiste in un grande e riconoscente tributo alla sanità italiana che, nel secondo anno di pandemia e nel pieno di una rinnovata emergenza, ha continuato a guardare avanti investendo tempo ed energie nella prevenzione, proponendo più di 80 progetti che puntano a migliorare la sicurezza delle cure e la riduzione del rischio sanitario. Un grazie particolare ai nostri partner Federsanità, ARIS e AIOP che condividono il merito di questo straordinario impegno. 

La seconda è il respiro europeo dell’iniziativa. Per la prima volta i progetti dei 4 Paesi nei quali Sham opera in qualità di mutua assicurativa e Risk Manager del settore sanitario e socio-sanitario vengono riuniti e confrontati. Condividere esperienze e buone pratiche da Francia, Italia, Spagna e Germania ha per noi un significato preciso: il rischio sanitario, come ci è stato ampiamente dimostrato, è globale e siamo convinti che la risposta debba essere comune e condivisa, armonizzando strategie e procedure tra i diversi Paesi, a partire da quelli europei e con un focus specifico sulla crescente minaccia cyber. 

La risposta a nuove e così complesse esigenze non può essere lasciata alla singola struttura. È unendo sforzi, dati, analisi e best practice sviluppate in anni e realtà diverse che si possono sviluppare soluzioni adeguate. 

E qui trova fondamento l’identità di Sham, che favorisce da decenni il confronto tra le Sanità e i professionisti sanitari europei così da poter anticipare le sfide che stanno profilandosi all’orizzonte e fornire gli strumenti più adatti a contrastarle tempestivamente

Il Concorso di Risk Management è uno dei tasselli di questa strategia.  

Sham inoltre vuole riconoscere e premiare l’infaticabile impegno dei professionisti sanitari italiani e la loro abnegazione anche in condizioni di emergenza, di organici e risorse ridotti rispetto al bisogno Salute. 

L’impegno quotidiano di risk manager, medici, infermieri e professionisti sanitari fa la differenza ogni giorno e ben oltre il raggio circoscritto del singolo impiego e della singola prestazione. E a loro e ai loro sforzi che dedico questa pubblicazione e la gratitudine per quello che hanno fatto e faranno per la salute e la vita delle persone.  

Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia

DUE BUONE NOTIZIE PRIMA DELL’ESTATE

Con l’arrivo della breve pausa estiva chiudiamo un periodo di grande intensità con due ottimi risultati che dimostrano sia la reattività e il desiderio da parte della sanità italiana di migliorare la sicurezza delle cure pur nel difficilissimo frangente della pandemia ancora in corso, sia l’efficacia di Sham nell’affiancare gli attori sanitari nel prendere parte a questo cambiamento. 

Lo scorso 7 luglio abbiamo presentato la prima ricerca in Italia dedicata all’analisi del livello di preparazione della sanità italiana rispetto al crescente rischio cyber. CAPIRE IL RISCHIO CYBER: IL NUOVO ORIZZONTE IN SANITÀ (nel link la diretta della conferenza stampa) è il white paper nato dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Torino che ha visto ben 68 rispondenti provenienti da strutture sanitarie dislocate su 14 Regioni Italiane. Un campione rappresentativo dei professionisti chiamati ad affrontare la crescente minaccia: qui i risultati della ricerca. Sono dati importanti sui quali provare a costruire una risposta fondata e puntuale al crescente rischio informatico connesso alla digitalizzazione.  

Sempre in questo periodo abbiamo ricevuto oltre 80 progetti di miglioramento nell’orizzonte del Risk Management sanitario, della sicurezza cyber e della tutela del benessere del personale sanitario. Si tratta delle best practice locali del 5° Concorso Risk Management Sham, promosse dall’iniziativa affinché siano conosciute, adattate e applicate da tutto il comparto sanitario. Quest’anno la competizione diventa anche europea e la cerimonia di premiazione si terrà in occasione del World Patient Safety Day #WPSD, il 17 settembre 2021. La grande partecipazione ottenuta è un’ottima notizia poiché testimonia il continuo interesse dei professionisti della sanità nei confronti della prevenzione e della sicurezza delle cure nonostante l’importante dispendio energetico nel fronteggiare la pandemia.  

Le suddette – e molte altre iniziative di questo tipo – fanno capo al nostro modello mutualistico che non si limita ad assicurare le strutture sanitarie bensì ci vede ogni giorno, in qualità di risk manager, protagonisti al fianco degli operatori sanitari e socio-sanitari delle strutture italiane ed europee per ridurre i vecchi e i nuovi rischi in Sanità. 

Un modello, il nostro, che ho avuto l’occasione di raccontare a Insurance Connect TV: qui il link per chi fosse curioso di approfondire ( LINK ). 

Grazie dell’attenzione e una buona estate a tutti e tutte.  

Roberto Ravinale 

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

DARE LA GIUSTA DIREZIONE AL CAMBIAMENTO

Sostenere la ricerca, il confronto e la condivisione delle migliori pratiche è al cuore della missione mutualistica di Sham per basare le scelte di risk management su dati autorevoli e analisi condivise con l’intero ecosistema sanitario. 

Intervento di Roberto Ravinale, Direttore esecutivo Sham Italia pubblicato il 7 luglio 2021 nel Whitepaper CAPIRE IL RISCHIO CYBER: IL NUOVO ORIZZONTE IN SANITÀ 

Quella che pubblichiamo è una ricerca a lungo attesa e, allo stesso tempo, non è che il primo passo di ciò che mi auguro sarà uno sforzo collettivo, italiano ed europeo, per capire, quantificare e rispondere, con sempre maggiore decisione e previsione, il rischio informatico in sanità. 

Come i molti autorevoli contributori di questo paper hanno testimoniato, l’orizzonte del cyber è un crocevia della sanità – per la prevenzione, per la cura, per l’assistenza domiciliare – mentre la sicurezza informatica ne è il prerequisito fondamentale nel processo di digitalizzazione. A cambiare non sono solo gli strumenti di cura, diagnosi e monitoraggio. L’ambito informatico sanitario è in crescita sotto tutti i punti di vista: cresce la complessità della normativa europea e della tecnologia richiesta per rimanere al passo con l’innovazione. Cresce la pressione hacker e il rischio di danno ai pazienti susseguente a un attacco informatico. Cresce, perciò e infine, il livello della responsabilità. 

Ci troviamo sulla frontiera della trasformazione, ed è qui che Sham ha la fortuna di posizionarsi: a fianco della ricerca universitaria e dei professionisti della sanità e della sicurezza nelle cure. La nostra missione, da oltre 90 anni, è quella di diffondere pensiero, buone pratiche, consapevolezza del rischio e cultura della prevenzione, sviluppando soluzioni sempre aggiornate per rispondere ai nuovi rischi e alle nuove esigenze di un panorama sanitario in continua evoluzione. 

La prassi di Sham è accompagnare i propri soci assicurati nella gestione integrata del rischio. Ciò significa ridurre e anticipare i nuovi rischi, far confluire nuove competenze multidisciplinari nel campo del risk management, favorire il confronto e generare dinamiche virtuose in grado di creare progresso e migliorare la sicurezza dei pazienti.  

Grazie al contesto europeo nel quale operiamo come parte del gruppo Relyens (siamo presenti in Italia, Francia, Spagna e Germania) possiamo contare su un ulteriore livello di confronto per capire le esigenze emergenti e testare l’efficacia di strumenti e soluzioni di risk management.  

Il portato di questa esperienza non è riservato solo ai nostri associati ma, non di rado, condiviso con l’intero panorama sanitario. La missione del nostro modello mutualistico, infatti, è quella di diffondere cultura e prassi della sicurezza. Più sicuro è l’ecosistema, più sicuro diventa ogni singolo attore. Questa è la nostra filosofia.  

Da qui nascono le attività di ricerca, il sostegno alle borse di studio universitarie e i tanti progetti (come il Concorso Risk Management Sham) che ci vedono impegnati nel diffondere cultura e buone pratiche di gestione del rischio. 

Partiamo dalla consapevolezza che il futuro non sia immutabile e predeterminato: sono le nostre scelte a imprimergli una direzione chiara. Il nostro obiettivo è contribuire a intraprendere la direzione giusta, partendo dai dati, dall’analisi e dal confronto tra tutti gli attori che condividono la missione della sicurezza in sanità. 

MERCOLEDÌ 7 LA CONFERENZA: IL PRIMO STUDIO SULLA SICUREZZA INFORMATICA IN SANITÀ

Sham – gruppo Relyens e il Dipartimento di Management dell’Università di Torino annunciano gli esiti del primo sondaggio in Italia sulla consapevolezza e la preparazione al rischio informatico nell’ecosistema sanitario. 68 rispondenti dalle strutture di tutto il Paese. Mercoledì 7 luglio la conferenza stampa. Tanti gli esperti del settore che firmano contributi e commenti, a partire da Andrea Piccioli, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Verrà presentato Mercoledì 7 luglio 2021 alle ore 10.30 il whitepaper “Capire il rischio cyber: il nuovo orizzonte in sanità”, contenente i risultati della survey condotta da Sham e dall’Università di Torino a fine 2020. 

Quello realizzato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino e da Sham è “ la prima indagine del genere realizzata sul campo in Italia – spiega il Direttore Esecutivo di Sham in Italia Roberto Ravinale -.  Quanto alta è la consapevolezza del rischio informatico? Sono adeguate le normative? Sono sufficienti le protezioni hardware e software? Qual è il livello e l’intensità delle formazioni? Quali sono le aree critiche? Ecco alcune domande alle quali abbiamo cercato di trovar risposta grazie all’esperienza dei professionisti della sanità”. 

Tra i 68 rispondenti figurano Risk Manager, Responsabili Qualità, Data Protection Officer (DPO), Responsabili della sicurezza informatica (CISO) e dell’Ingegneria Clinica, Referenti della Direzione Sanitaria e Generale. Il 70% delle strutture è appartenente alla sanità pubblica, il 30% al comparto privato. Le dimensioni variano da meno di 250 letti a più di 750, rappresentando in maniera omogenea tutti i livelli intermedi di grandezza. 

” Lo studio è una panoramica rappresentativa delle strutture e di tutte le professioni sanitarie coinvolte nella sicurezza informatica in Italia.  Una ricerca  che ci ha permesso di individuare alcuni punti deboli e occasioni di miglioramento per potenziare il risk management sanitario anche in campo informatico” aggiungono gli autori della ricerca Anna Guerrieri, Risk Manager di Sham in Italia, e Enrico Sorano, docente e ricercatore nel Dipartimento di Management dell’Università di Torino. 

Una partnership, quella tra il Dipartimento di Management e Sham Italia che ha visto nascere corsi universitari dedicati al risk management sanitario ed erogare diverse Borse di Studio. Ed è proprio in questo contesto che è nata la ricerca “Capire il rischio cyber: il nuovo orizzonte in sanità”, i cui risultati verranno annunciati il prossimo 7 luglio. 

“ Sham – che assicura il 46 per cento della sanità pubblica italiana – ha un forte interesse nel sostenere la ricerca universitaria e la diffusione delle  best practice  di risk management sanitario – continua Ravinale -.  È un contributo che fa propria la mission che il nostro modello mutualistico persegue da più di 90 anni: contribuire a rendere le cure più sicure adattando gli strumenti della gestione del rischio a uno scenario in evoluzione. La tecnologia è una delle sfide più importanti e Sham è uno dei primi Risk Manager ad avere introdotto nella propria value proposition soluzioni innovative grazie alle partnership strette in questi anni con i maggiori player tecnologici in ambito sanitario. Siamo convinti, infatti, che solo una sanità sicura da punto di vista informatico potrà divenire una sanità pienamente digitalizzata, con tutti i vantaggi questa trasformazione comporta per pazienti e operatori”. 

Quello dell’informatizzazione sanitaria è, infatti, un tema a tutto tondo che spazia dalla privacy alla interconnessione dei device, dall’impiego dei Big Data sanitari per lo sviluppo della Sanità predittiva e allo sviluppo della Telemedicina nel dopo COVID.  Tra i contributori: Andrea Piccioli, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità; Enrico Burato, Coordinatore regionale gestione rischio sanitario e sicurezza del paziente della Regione Lombardia e RM Asst  di Mantova; Amerigo Cicchetti, Professore ordinario di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore di ALTEMS; Arabella Fontana, Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Borgomanero – ASL Novara e altri affermati professionisti del settore sanitario e tecnologico. 

LA CONFERENZA SI TERRÀ IN DIRETTA LIVE DALLA SEDE SHAM DI TORINO E IN DIRETTA LINKEDIN MERCOLEDÌ 7 LUGLIO 2021 DALLE ORE 10:30 

Relatori presenti in sala: 

  • Roberto Ravinale, direttore esecutivo Sham Italia  
  • Anna Guerrieri, risk manager Sham Italia 
  • Enrico Sorano, professore Dipartimento Management Università Torino  
  • Arabella Fontana, Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Borgomanero – ASL Novara
  • Antonio Furlanetto, futurista e risk manager esperto in responsabilità civile; Docente di Risk Management Anticipante presso l’Università di Trento; AD di -Skopìa S.r.l. Anticipation Services; 


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ANCORA 10 GIORNI PER CANDIDARSI ALLA 5° EDIZIONE DEL CONCORSO RISK MANAGEMENT DI SHAM

Il 15 maggio 2021 scadrà il termine per partecipare alla 5° edizione del Concorso Risk Management Sham.

Un concorso che ha come obiettivo la condivisione delle azioni di prevenzione e miglioramento del settore sanitario e che nel 2021 continua la propria tradizione nel premiare gli interventi più innovativi e all’avanguardia nella gestione del rischio sanitario e nella sicurezza di pazienti e operatori. Quest’anno si svolgerà in simultanea in 4 Paesi europei con l’obiettivo di raccogliere, confrontare e diffondere a livello nazionale e europeo le best practice sviluppate dalle singole strutture sanitarie.

Il 2021 è stato un anno di forte cambiamento: ecco perché questa edizione, che vede sempre il patrocinio di Federsanità, ARIS e AIOP, riparte con due grosse novità. In primo luogo, ci saranno un concorso italiano ed uno europeo: il concorso italiano premierà tre vincitori tra i progetti futuri ancora da implementare con 5mila euro da reinvestire nell’avvio del progetto stesso (un incentivo in più a riattivare l’investimento nella prevenzione a 360° dopo la lunga parentesi del COVID); al concorso europeo, invece, potranno candidarsi i progetti già in essere, o già svolti negli anni passati. Ai tre vincitori verranno assegnati 3mila euro ciascuno.

Nuove, inoltre, anche le categorie dei progetti in concorso. Oltre alla “Riduzione del rischio sanitario”, categoria principe delle scorse edizioni, da quest’anno sono presenti anche le voci: “Prendersi cura di chi si prende cura di noi” – per includere i progetti dedicati a migliorare la qualità della vita e il benessere dei professionisti e delle equipe – e “Riduzione del cyber risk” – che rispecchia la nuova dimensione tecnologica di Sham nell’affrontare, al fianco delle strutture sanitarie, il crescente rischio informatico in sanità.

Le premiazioni si terranno durante il World Patient Safety Day, il 17 settembre 2021.

Il 15 maggio scadrà il termine ultimo per presentare le candidature. Ogni struttura potrà presentare più progetti, se lo desidera.

Possono candidarsi servizi, reparti e dipartimenti di strutture sanitarie pubbliche, private e private senza scopo di lucro associate o meno a Sham compilando questo semplice modulo. Per ulteriori informazioni e chiarimenti è sufficiente scrivere al nostro team all’indirizzo e-mail: 

premio.sham.it@relyens.eu.

Il regolamento è disponibile a questo link.

Grazie a tutti coloro che hanno già presentato i loro progetti: è anche grazie a loro se la cultura della prevenzione in Italia farà un passo avanti. Noi di Sham, come sempre, siamo al loro fianco anche in questa occasione.

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

IL CONCORSO RISK MANAGEMENT SHAM DIVENTA INTERNAZIONALE: ECCO TUTTE LE NOVITÀ DEL 2021

Nel 2019 ha raccolto 122 progetti di miglioramento per prevenire il rischio e aumentare la sicurezza di cure, pazienti e operatori.

Dopo lo stop causato dalla pandemia nel 2020, il Concorso Risk Management Sham riparte con la sua quinta edizione e un importante salto di qualità.

Lo scopo rimane lo stesso: far conoscere le migliori best practice affinché possano essere condivise e replicate a più ampio raggio nel panorama sanitario attuale.

Ma il premio Sham evolve assieme al settore e, nel 2021, aumenta il respiro dell’iniziativa.

Il 5° Concorso Risk Management Sham, infatti, si svolgerà su due livelli: uno nazionale e uno europeo.

– Il concorso italiano, in considerazione del grande impegno da parte dell’intero sistema sanitario nell’ultimo anno, sarà dedicato ai progetti futuri che il premio in denaro destinato ai primi classificati aiuterà ad avviare.

– Il concorso europeo vedrà invece la candidatura di progetti di risk management già in corso.

Altra novità: l’edizione di quest’annosi terrà simultaneamente in Italia, Francia, Spagna e Germania.

Sarà dunque possibile partecipare ad entrambi, ovviamente con progetti diversi

Nel 2021 aumentano anche le tipologie di progetto da candidare che salgono a tre. Alla tradizionale tipologia “Riduzione del rischio sanitario” si aggiungono altre due voci: “Prendersi cura di chi si prende cura di noi” – per i progetti dedicati a migliorare la qualità della vita e il benessere dei professionisti e delle équipe – e “Riduzione del cyber risk” – che riflette la nuova dimensione tecnologica di Sham nell’affrontare, al fianco delle strutture sanitarie, il crescente rischio informatico in sanità.

L’iscrizione all’iniziativa è facile e diretta grazie a un nuovo modulo online e, come gli anni passati, è aperta a tutto l’ecosistema sanitario e sociosanitario. Possono candidarsi servizi, reparti e dipartimenti di strutture sanitarie pubbliche, private e private senza scopo di lucro associate o meno a Sham. Un ringraziamento va ai nostri importanti partner, Federsanità e ARIS, per aver allargato, negli anni, la diffusione e conoscenza del Concorso Risk Management Sham.

Il concorso si chiuderà prima dell’estate e le premiazioni avverranno durante il World Patient Safety Day, il 17 settembre 2021.

Qui il modulo di partecipazione e, per qualsiasi domanda o richiesta di informazioni vi ricordo che il nostro team è a vostra disposizione all’indirizzo e-mail: premio.sham.it@relyens.eu

Con il 2021 riparte una bella iniziativa che mette in contatto gli attori della sicurezza e facilita il confronto e la condivisione delle buone pratiche in sanità.

Quest’anno la partecipazione avrà anche un ulteriore significato: una dimostrazione di speranza e resilienza, nonostante il protrarsi della pandemia, con un riconoscimento tangibile per gli sforzi fatti in oltre un anno di emergenza.

 

Un ringraziamento a coloro che ci seguiranno in questa nuova avventura.

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

RSA E COVID: UNO DEI GRANDI TEMI DELLA SICUREZZA

Venerdì scorso, il 5 marzo 2021, si è parlato a lungo di COVID e residenze per anziani.

L’appuntamento online era organizzato dall’Italian Network for Safety in Healthcare (INSH) in collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna.

Come ha detto Peter Lachman, presidente della patrocinante ISQua (International Society for Quality in Health Care), alla luce della pandemia “è necessario ripensare e ridisegnare i modelli di cura con competenze integrate nelle RSA, cosicché le cure siano sicure, della massima qualità e orientate alla persona”.

La fragilità delle residenze per anziani davanti all’impatto del Sars-CoV-2 è un fenomeno mondiale, come ha rivelato l’intervento di Adelina Comas-Herrera della London School of Economics. L’effetto però non è stato lo stesso ovunque: sono stati rilevati punti di forza e debolezza sui quali è utile soffermarsi prima del lungo processo che sarà necessario intraprendere per migliorare la sicurezza e i confini operativi dell’intero settore delle Long Term Care.

Sanità 360° ha seguito l’intero appuntamento e in questo numero propone una selezione degli argomenti che, a nostro giudizio, possono far partire la riflessione. Li trovate qui di seguito:

 

Come sempre, grazie per l’attenzione e buona lettura.

Roberto Ravinale,

Direttore Esecutivo di Sham in Italia