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L’EVOLUZIONE DELL’ASSOCURATORE IN SANITÀ

Lo stress sulla sanità imposto dalla pandemia ha spinto verso il rinnovamento dell’intero ecosistema. Dal supporto necessario durante i primi mesi di smarrimento pandemico all’utilizzo dei dati come strumento predittivo nella pratica del claim management, gli assicuratori sono nel pieno di un’evoluzione. 

La pandemia ha imposto all’ecosistema sanitario e a tutti i suoi collaboratori uno sforzo immediato per affrontare difficoltà nuove e senza precedenti. Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Sham in Italia, ospite alla conferenza di presentazione del 12esimo report MedMal di Marsh Italia, ragiona su come gli assicuratori si siano mossi durante i mesi di maggiore incertezza e su quale percorso di evoluzione seguire per venire incontro alle nuove necessità dei clienti associati.  
“L’emergenza sanitaria ha imposto al sistema sanitario uno stravolgimento dell’organizzazione e delle dinamiche decisionali, rinnovate e ricostruite in tempi rapidissimi. Di pari passo, anche il sistema assicurativo si è adeguato alla situazione, cambiando il proprio approccio- ha affermato Ravinale. – Noi di Sham ci siamo attivati per essere a fianco dei nostri associati in modo da dare risposte immediate a bisogni inediti e concreti. Questo ha significato essere presenti nel pieno dell’attività delle unità di crisi delle strutture sanitarie nei momenti in cui è stato necessario prendere decisioni coraggiose, senza però avere chiare le possibili conseguenze da un punto di vista assicurativo. Noi di Sham e gran parte del panorama assicurativo abbiamo contribuito, ove possibile, a diminuire lo stato d’ansia generale. Restando fedeli ai propri valori mutualistici, Sham ha rafforzato ed esteso le garanzie agli operatori sanitari per soddisfare tutte le esigenze correlate all’emergenza”.  

I primi momenti di spaesamento generale sono stati seguiti da una forte innovazione e rivoluzione dei sistemi tradizionali. Tra gli aspetti innovativi conseguenti alla pandemia c’è indubbiamente la spinta verso un utilizzo della tecnologia sempre maggiore concretizzato adesso anche dalle risoluzioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). 
“L’offerta assicurativa ha sicuramente subito delle modifiche in questi anni. La pandemia ha accelerato la diffusione della tecnologia e ne vediamo gli effetti anche nel PNRR. Di conseguenza abbiamo a disposizione una gran quantità di dati sanitari che, però, possono essere sfruttati al massimo solo previa una completa digitalizzazione del SSN. Inoltre, non possiamo ignorare il ruolo della sicurezza informatica per la sicurezza delle cure. Per questo l’ambito assicurativo e quello tecnologico dovranno completarsi e cooperare per fornire un servizio multidisciplinare. I dati rappresentano e offrono opportunità per migliorare la conoscenza dei processi e quindi la gestione del rischio, grazie a loro la nostra conoscenza è sempre più predittiva.  Già da prima della pandemia abbinavamo alla copertura assicurativa tradizionale servizi e strategie di risk management ma ora siamo in grado di raggiungere nuovi livelli di tutela. Allo stesso tempo monitoriamo l’evoluzione dei rischi in collaborazione con i nostri partner tecnologici per fornire risposte innovative per rischi correlati a rischi informatici e alle attività del blocco operatorio” dichiara Ravinale. 

Per raggiungere una maggiore efficacia delle politiche assicurative è necessaria però una collaborazione sempre più profonda tra le parti coinvolte, abbandonando la tradizionale visione che le vede su due fronti contrapposti. Questo è ancora più vero in questo momento, in cui stanno crescendo, giorno dopo giorno, le richieste di risarcimento legate direttamente o indirettamente al Covid-19.  

“È difficile immaginare un SSN che possa far fronte in autonomia a un sistema complesso come quello che stiamo affrontando, in cui il rischio di contenzioso è sia dovuto direttamente al Covid-19, laddove si individui la responsabilità dell’attività di cura svolta, sia indirettamente per la difficoltà di accesso alle cure. Si tratta quindi di gestire situazioni complesse in cui solo la condivisione di competenze può fornire risposta adeguata. 
Per poter mitigare davvero il contenzioso, dobbiamo abbattere il pregiudizio che assicuratori e assicurati siano in contrapposizione d’interessi. Ridurre il costo della responsabilità civile sanitaria e aumentare la sicurezza delle cure è un interesse comune. Dobbiamo quindi essere sempre più collaborativi. Studi dimostrano che per una struttura sanitaria optare per un regime di autoritenzione parziale o totale porta a un esito negativo nel 55% dei casi sfociando in un pagamento di risarcimento. La scelta, errata, di ricorrere a un tribunale è spesso guidata dal timore. Con l’investimento nelle nuove tecnologie previsto nel PNRR è opportuno affiancare un supporto tecnologico alla gestione del rischio e del contenzioso. Ne sono un esempio l’analisi predittiva delle controversie o i big data… elementi che il mondo assicurativo deve mettere al servizio del sistema sanitario per affrontare le sfide del futuro” conclude Ravinale.