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I DATI DEL PANORAMA MEDAMAL IN ITALIA

Il dodicesimo report realizzato da Marsh Italia delinea il panorama dei sinistri di medical malpractice degli ultimi 16 anni. A partire dall’analisi dei sinistri in sanità pubblica e privata, quattro i focus individuati: eventi avversi in pronto soccorso, infezioni nosocomiali e i primi risultati sui sinistri da Covid-19 con particolare attenzione ai sinistri senza seguito.

Anche quest’anno, Marsh Italia ha realizzato la dodicesima edizione del report MedMal per analizzare gli effetti degli eventi avversi di medical malpractice sul sistema sanitario del nostro Pese. I dati raccolti derivano dalle pratiche di richiesta di risarcimento degli ultimi 16 anni e permettono di descrivere e individuare la direzione preferenziale per l’evoluzione degli strumenti di gestione e prevenzione dei rischi nell’ambiente sanitario.  

“In questo ultimo report, abbiamo analizzato i dati relativi a oltre 30 mila sinistri di medical malpractice avvenuti in Italia tra il 2004 e il 2019- ha commentato Chiara Mauri, public Entities leader Marsh Italia in occasione della conferenza stampa di presentazione del report tenutasi il 30 giugno scorso.- Dai dati delle 89 strutture, sia pubbliche che private distribuite su tutto il territorio nazionale, coinvolte nello studio possiamo ricavare un’immagine dei trend della responsabilità civile in sanità. Siamo particolarmente soddisfatti della partecipazione allo studio di numerose nuove realtà sanitarie che hanno accolto lo spirito di condivisione e collaborazione alla base della nostra ricerca che la rende, edizione dopo edizione, sempre più completa, in grado di delineare il profilo di rischio medmal nel nostro Paese e di fornire un supporto sempre maggiore alla gestione dei rischi in ambito medico”. 

Il report analizza le modalità operative, le aree coinvolte, le conseguenze per il paziente e l’impatto per le strutture coinvolte di oltre 14 mila richieste di risarcimento per danni in MedMal.  

“Con questa nuova edizione confermiamo numerosi trend individuati in precedenza. L’errore chirurgico resta la prima fonte di rischio in termini di frequenza ammontando al 37% sul totale dei sinistri analizzati. All’errore chirurgico si associa anche un costo totale per sinistro più alto della media con un impatto del 29,3% sul costo totale dei sinistri. Anche l’errore da parto si conferma una voce importante nel bilancio delle strutture ospedaliere a causa del suo impatto economico con un costo medio per pratica di 430 mila euro” afferma Maria Trovato, Healthcare practice Leader di Marsh Advisory. 

Particolare attenzione è stata dedicata ai sinistri senza seguito che nonostante non si tramutino in un costo diretto per le strutture hanno un peso rilevante sulla reputazione della struttura coinvolta e sui suoi operatori.  

“La ricerca ha dato la possibilità di approfondire alcune tematiche di particolare interesse come i sinistri legati a infezioni nosocomiali, gli eventi avversi in pronto soccorso e i sinistri da Covid-19, senza contare l’attenzione prestata all’incidenza dei sinistri senza seguito– commenta Trovato.- Su oltre 25 mila sinistri medmal presenti in database, 11 mila non sono sfociati in una richiesta di risarcimento. Nonostante non rappresentino una perdita economica in termini di risarcimenti, questi eventi sono comunque un onere che consuma tempo e risorse delle strutture coinvolte”.  

I tre focus tematici analizzati nel report sono stati selezionati per la loro rilevanza in termini di frequenza di casi e per il peso economico che esercitano sulle finanze del sistema sanitario. 

 
“I pronto soccorso sono un’area particolarmente a rischio di errore e pertanto sono più a rischio di incorrere in una richiesta di risarcimento. Ad oggi gli eventi avversi in pronto soccorso contribuiscono al 14% del campione analizzato, impegnando il 12% delle spese totali di risarcimento. Nonostante i sinistri possano essere legati alla tipologia di servizi emergenziali erogati, il numero di richieste di risarcimento è in crescita. Analizzando i dati, la nostra attenzione si è concentrata nel cercare di individuare le pratiche a maggiore rischio di errore. Tra le principali cause individuate spiccano l’omessa e l’errata diagnosi, rispettivamente 47% e 34%, seguite da ritardi diagnostici ed errori nella lettura dei referti- spiega Trovato. – In questa edizione abbiamo anche ripresentato un focus sulle infezioni ospedaliere per le quali abbiamo osservato un incremento del 2,4% in frequenza rispetto al report precedente. La principala area in cui sono richiesti risarcimenti per infezioni, è quella chirurgica (il 27% delle richieste). Questo ambito è di estrema importanza per la prevenzione dei rischi in sanità anche perché, nel 17% dei casi, un’infezione post operatoria ha esito fatale. Nonostante non tutte le cause d’infezione nosocomiale siano prevenibili, la letteratura dimostra che lo è almeno il 50%. Apprendere queste informazioni è fondamentale per poter comprendere le cause e agire sulla prevenzione con azioni specifiche ed efficaci”.  

La ricerca comprende anche un focus sui dati relativi ai sinistri da Covid-19 riferiti al biennio 2020- 2021. “I risultati di questa analisi sono ad oggi introduttivi poiché le informazioni disponibili sugli importi economici sono ancora ridotte e sono limitati dalle pratiche che sono state catalogate come tali. A grandi linee però quello che può essere notato è che si conferma un forte impatto sulla sanità privata che si fa carico di quasi la metà dei sinistri del biennio di riferimento confermando che le strutture più coinvolte sono  RSA e strutture di lunga degenza” conclude.