IL CONCORSO RISK MANAGEMENT SHAM DIVENTA INTERNAZIONALE: ECCO TUTTE LE NOVITÀ DEL 2021

Nel 2019 ha raccolto 122 progetti di miglioramento per prevenire il rischio e aumentare la sicurezza di cure, pazienti e operatori.

Dopo lo stop causato dalla pandemia nel 2020, il Concorso Risk Management Sham riparte con la sua quinta edizione e un importante salto di qualità.

Lo scopo rimane lo stesso: far conoscere le migliori best practice affinché possano essere condivise e replicate a più ampio raggio nel panorama sanitario attuale.

Ma il premio Sham evolve assieme al settore e, nel 2021, aumenta il respiro dell’iniziativa.

Il 5° Concorso Risk Management Sham, infatti, si svolgerà su due livelli: uno nazionale e uno europeo.

– Il concorso italiano, in considerazione del grande impegno da parte dell’intero sistema sanitario nell’ultimo anno, sarà dedicato ai progetti futuri che il premio in denaro destinato ai primi classificati aiuterà ad avviare.

– Il concorso europeo vedrà invece la candidatura di progetti di risk management già in corso.

Altra novità: l’edizione di quest’annosi terrà simultaneamente in Italia, Francia, Spagna e Germania.

Sarà dunque possibile partecipare ad entrambi, ovviamente con progetti diversi

Nel 2021 aumentano anche le tipologie di progetto da candidare che salgono a tre. Alla tradizionale tipologia “Riduzione del rischio sanitario” si aggiungono altre due voci: “Prendersi cura di chi si prende cura di noi” – per i progetti dedicati a migliorare la qualità della vita e il benessere dei professionisti e delle équipe – e “Riduzione del cyber risk” – che riflette la nuova dimensione tecnologica di Sham nell’affrontare, al fianco delle strutture sanitarie, il crescente rischio informatico in sanità.

L’iscrizione all’iniziativa è facile e diretta grazie a un nuovo modulo online e, come gli anni passati, è aperta a tutto l’ecosistema sanitario e sociosanitario. Possono candidarsi servizi, reparti e dipartimenti di strutture sanitarie pubbliche, private e private senza scopo di lucro associate o meno a Sham. Un ringraziamento va ai nostri importanti partner, Federsanità e ARIS, per aver allargato, negli anni, la diffusione e conoscenza del Concorso Risk Management Sham.

Il concorso si chiuderà prima dell’estate e le premiazioni avverranno durante il World Patient Safety Day, il 17 settembre 2021.

Qui il modulo di partecipazione e, per qualsiasi domanda o richiesta di informazioni vi ricordo che il nostro team è a vostra disposizione all’indirizzo e-mail: premio.sham.it@relyens.eu

Con il 2021 riparte una bella iniziativa che mette in contatto gli attori della sicurezza e facilita il confronto e la condivisione delle buone pratiche in sanità.

Quest’anno la partecipazione avrà anche un ulteriore significato: una dimostrazione di speranza e resilienza, nonostante il protrarsi della pandemia, con un riconoscimento tangibile per gli sforzi fatti in oltre un anno di emergenza.

 

Un ringraziamento a coloro che ci seguiranno in questa nuova avventura.

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

RSA E COVID: UNO DEI GRANDI TEMI DELLA SICUREZZA

Venerdì scorso, il 5 marzo 2021, si è parlato a lungo di COVID e residenze per anziani.

L’appuntamento online era organizzato dall’Italian Network for Safety in Healthcare (INSH) in collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna.

Come ha detto Peter Lachman, presidente della patrocinante ISQua (International Society for Quality in Health Care), alla luce della pandemia “è necessario ripensare e ridisegnare i modelli di cura con competenze integrate nelle RSA, cosicché le cure siano sicure, della massima qualità e orientate alla persona”.

La fragilità delle residenze per anziani davanti all’impatto del Sars-CoV-2 è un fenomeno mondiale, come ha rivelato l’intervento di Adelina Comas-Herrera della London School of Economics. L’effetto però non è stato lo stesso ovunque: sono stati rilevati punti di forza e debolezza sui quali è utile soffermarsi prima del lungo processo che sarà necessario intraprendere per migliorare la sicurezza e i confini operativi dell’intero settore delle Long Term Care.

Sanità 360° ha seguito l’intero appuntamento e in questo numero propone una selezione degli argomenti che, a nostro giudizio, possono far partire la riflessione. Li trovate qui di seguito:

 

Come sempre, grazie per l’attenzione e buona lettura.

Roberto Ravinale,

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

 

PREVENZIONE, LA CHIAVE PER EVITARE LE CONSEGUENZE DEI CYBER-ATTACCHI NEL SETTORE SANITARIO

Lo sviluppo tecnologico e la connettività tra persone e dispositivi consentono ad ambiti tradizionali come la medicina un salto qualitativo, proponendo soluzioni che, anni fa, sarebbero state ascritte più alla fantascienza che alla realtà.

Questo nuovo paradigma, che è in evoluzione, comporta, però, anche dei rischi. Rischi che stanno crescendo in misura esponenziale e che limitano fortemente l’impiego delle tecnologie e dello scambio di informazioni sanitarie tramite supporti informatici (si pensi solamente ai limiti imposti alla telemedicina sul territorio e al telemonitoraggio domestico). La sicurezza informatica, in definitiva, è la conditio sine qua non per l’innovazione. Parallelamente allo sviluppo tecnologico, infatti, è proliferata anche la frequenza e il grado di raffinatezza dei cyber attacchi. L’obiettivo dei cyber criminali può variare: sottrazione di dati bancari, collasso di reti oppure – molto frequente in ambito sanitario – furto di dati confidenziali. Ma la loro capacità di azione è in crescita allarmante.

Il settore sanitario è particolarmente a rischio sia per la riservatezza dei dati trattati sia per il danno potenziale alla salute dei pazienti causato da un attacco capace di paralizzare l’attività ospedaliera. Un danno esponenziale che va prevenuto.

Il tema è attuale e il rischio imminente perché gli attacchi in sanità si sono moltiplicati nel corso degli ultimi mesi, ponendo il settore in una situazione molto delicata. Le informazioni sanitarie sono molto preziose – basti pensare a quelle racchiuse nelle cartelle cliniche – mentre, di converso, una rete di sistemi e device medicali è tanto più vulnerabile nel suo insieme quanto maggiore è l’interconnessione tra i singoli device.

Siccome l’Internet of Medical Things è un processo in divenire, le strutture sanitarie devono aggiornare la loro difesa sia al crescere degli attacchi che al crescere delle possibili vie di attacco. È un ambito che necessita della coordinazione di numerose competenze che spesso non sono presenti all’interno della struttura stessa.

Chi le può fornire? La risposta della Mutua Sham è: l’assicuratore. Non sono solo le strutture sanitarie a doversi aggiornare, anche le assicurazioni che coprono il loro rischio possono e devono contribuire attivamente alla sicurezza, affiancando al loro ruolo tradizionale, quello di Risk Manager, e acquisendo le competenze necessarie a fronteggiare i nuovi rischi.

È questo il senso delle partnership strette da Sham con i nuovi partner tecnologici come  CyberMDX: sviluppare una soluzione di prevenzione informatica unica. La tecnologia di CyberMDX  è un esempio di come si può rispondere al nuovo scenario di rischio informatico per prevenire i danni di un attacco. Consente, infatti, un monitoraggio costante della rete e dei dispositivi connessi simultaneamente per analizzare i rischi in base alle vulnerabilità dei sistemi, le minacce rivelate e la criticità dei dispositivi permettendo di reagire tempestivamente. Grazie all’intelligenza artificiale, è addirittura possibile che la rete stessa impari a rilevare attacchi e agisca di conseguenza e, nel caso in cui vada tutto bene, generare informazioni preziose per ottimizzare il sistema e realizzare una gestione più efficiente dei dispositivi medici.

Come premesso, è solo un esempio. Ma indica la direzione giusta nella quale muoversi: la prevenzione che rende sicura l’innovazione.

 

Roberto Ravinale,

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

IL RISK MANAGEMENT È AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO IN SANITÀ

Inauguriamo il mese di febbraio con un numero particolarmente ricco di Sanità 360° che abbraccia i grandi temi contemporanei nella gestione del rischio con un focus sull’integrazione del risk management in ogni ambito sanitario: un trend che da anni abbiamo individuato come uno dei principali driver di miglioramento nell’orizzonte delle cure.

Apriamo con la seconda puntata relativa alle riflessioni dell’importanza della tecnologia nel futuro del risk management sanitario, a cura di Luca Achilli, che ci racconta come l’assicuratore assolva a una funzione di “leading partner” per la trasformazione e il perfezionamento di alcune pratiche del comparto Salute; proseguiamo poi con le best practice messe in atto in Europa per contrastare il cyber crime – un interessante contributo rilasciato da Paolo Silvano di Elsan in occasione dell’evento digitale di Sham svolto in collaborazione con UEHP (European Union of Private Hospitals); continuiamo con l’analisi dell’impatto indiretto del COVID sulle prestazioni sanitarie, frutto di una recente analisi dell’Università di Birmingham; concludiamo infine con un inedito punto di vista sul Cyber Risk, a cura di Amir Vashkover di CyberMDX, nato dall’analisi dei risultati di un sondaggio che ha visto la partecipazione di oltre 1500 medici e infermieri.

Vi lascio, dunque, ai temi di attualità trattati nei seguenti articoli: 

 

Ringraziando per l’attenzione, vi auguro una buona lettura.

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

 

MANUALE DI ISTRUZIONI SHAM: COME TRASFERIRE LE BEST PRACTICE EUROPEE NEL CONTESTO ITALIANO

Una delle forze del modello mutualistico di Sham è l’appartenenza a un grande gruppo europeo come Relyens. Un gruppo che non solo stimola la ricerca delle migliori pratiche di gestione del rischio e dei sinistri in sanità, ma condivide quelle stesse pratiche tra gli operatori e gli ecosistemi sanitari dei diversi Paesi.

In questo numero di Sanità 360° offriamo due esempi pratici.

Il 26 gennaio 2021 alle 14:00, ora di Roma, inizia “Are your patients safe? Cyber Risk in the heathcare industry”, il webinar dedicato agli enti ospedalieri privati organizzato da Sham in collaborazione con la European Union of Private Hospitals. Un appuntamento di respiro europeo che vedrà il contributo di professionisti internazionali come Paolo Silvano, Deputy Managing Director Resources & Transformation del secondo operatore francese nel settore, ELSAN; Athanasios Drougkas, Network & Information Security Expert, ENISA (European Union Agency for Cybersecurity); Amir Vashkover, Business Development & Strategic Alliances dell’azienda leader nella sicurezza informatica per la sanità – nonché partner Sham – CyberMDX; e di Lionel Prades, Technology Risk Manager Sham, Relyens group. Per informazioni e iscrizioni scrivete a: informazioni@sham.com.

Nell’articolo Claims Journey (LINK), invece, Roberta Azteni di Sham Italia racconterà l’aggiornamento della figura del Loss Adjuster sperimentata da Sham in Spagna e in via di introduzione nelle sedi italiana e francese del Gruppo. Una testimonianza aggiuntiva della capacità di sviluppare, sperimentare e condividere tra i diversi Paesi Europei le soluzioni migliori ad un contesto in continua evoluzione.

Non europeo ma mondiale, infine, è il fenomeno trattato da Luca Achilli quando coglie la fragilità connessa all’introduzione dei Big Data in ambito sanitario (LINK): il principale driver di innovazione sul fronte delle cure è, infatti, anche una nuova linea di faglia che la gestione del rischio deve imparare a governare se vuole garantire una matura – e sicura – digitalizzazione delle sanità.

Un numero ricco, dunque, che sono certo raccoglierà il vostro interesse.

 

Buona lettura,

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

TRE ORIZZONTI DI CAMBIAMENTO IN SANITÀ: RISK MANAGEMENT, CYBER RISK, RIFORMA RSA

Con l’auspicio che la breve pausa natalizia sia stata ristoratrice per molti di noi, inauguriamo il 2021 con i nostri consueti e interessanti approfondimenti: apriamo con la riforma delle RSA alla luce del COVID nell’intervista al Dottor Riccardo Tartaglia, professionista di riferimento del mondo della Sanità; proseguiamo poi con la panoramica sul dolore nel decennale della legge 38 e con un nuovo racconto degli infermieri in corsia.

Ma i contenuti in evidenza in questa nuova edizione di Sanità 360° non terminano qui: mentre si moltiplicano le evidenze della crescente minaccia cyber a livello mondiale, Sham ha concluso la prima ricerca in Italia – condotta assieme all’Università di Torino – sulla preparazione e consapevolezza della sicurezza informatica tra le strutture sanitarie. Uno studio basato su 68 questionari redatti in 14 regioni che vedrà la luce nel white paper “Capire il rischio Cyber: il nuovo orizzonte in sanità” di prossima pubblicazione.

Sempre in tema di cyber security in ambito ospedaliero, vi segnalo un importante momento di confronto il 26 gennaio 2021: Are your patients safe? Cyber Risk in the heathcare industry?” è il webinar dedicato agli enti ospedalieri privati organizzato da Sham in collaborazione con la European Union of Private Hospitals e con la partecipazione della European Union Agency for Cybersecurity. Un appuntamento di respiro europeo che vedrà il contributo di professionisti internazionali, per un tema che rappresenta uno dei principali driver dell’innovazione sanitaria. Ne parleremo più approfonditamente nei prossimi numeri. Per informazioni e iscrizioni scrivete a: informazioni@sham.com.

Concludiamo infine con un’interessante intervista targata Sham; tra tante declinazioni che la sicurezza sta assumendo e date le crescenti applicazioni del Risk Management, Sham offre al mondo sanitario un nuovo approccio alla prevenzione del rischio che trasforma l’assicuratore in reale partner e risk manager. Una rivoluzione quieta ma inarrestabile (LINK) raccontata dalla nostra Claims Manager Claudia Maiolo.

 

Buona lettura e buon inizio 2021 a tutti.

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

Buone pratiche da condividere in tempo di Covid

In questa stagione di grande impegno per il Sistema Sanitario, è particolarmente strategico condividere l’esperienza sul campo perché è dalle prove superate a livello locale che emergono le buone pratiche, applicabili su tutto il territorio nazionale.

 

Sanità 360° ne ha trattato nell’edizione precedente, raccontando la trasformazione della struttura “Santa Maria degli Angeli” di Putignano in ospedale COVID e la risposta dell’ASL Bari alla crescita delle curva dei contagi.  E lo fa anche oggi, mettendo in primo piano un tema di assoluta attualità: i servizi territoriali, divenuti centrali in un’ottica di distanziamento sociale. Nel Webinar Sham on Air di Giovedì 26 novembre abbiamo presentato due casi studio che permettono di restituire con forza le difficoltà ma anche le occasioni insite nello scenario attuale. Da una parte raccontiamo la nascita delle USCA, come risposta all’emergenza, e il loro sviluppo nella ASL TO4, come modello di telemedicina. Dall’altro mettiamo in risalto l’evoluzione del progetto “Meglio a casa”, sviluppato sul territorio ligure, in particolare nell’ASL4 di Sestri Levante: un’iniziativa in corso dal 2017 che ha dovuto riconfigurarsi per far fronte ai nuovi rischi dettati dalla pandemia.

Anche la comunicazione sanitaria è cambiata drasticamente ed è divenuta l’oggetto di una ricerca condotta dal Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino; il progetto si inserisce nella lunga collaborazione tra il Dipartimento stesso e la Mutua Sham.

Infine, torniamo su un tema caldo già affrontato negli ultimi mesi: la preoccupazione per il rischio informatico, che cresce di pari passo con la digitalizzazione. La Sanità è divenuta il principale bersaglio del cyber crime e ha bisogno di strumenti e competenze multidisciplinari che garantiscano la sicurezza di dati e device medicali. Nell’articolo “Come avviene un attacco hacker ad un ospedale” CyberMDX, uno dei partner tecnologici di Sham, analizza uno scenario tipo e si suggeriscono le  corrette contromisure che le strutture sanitarie possono adottare per proteggersi.

Non mi dilungo oltre e vi auguro una buona lettura.

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

 

 

 

SANITÀ PREDITTIVA E STRUTTURE COVID: I DUE VOLTI DELL’ATTUALITÀ SANITARIA

In questo secondo numero di novembre, Sanità 360° conferma la sua vocazione di spazio-ponte per le esperienze che possono essere condivise e replicate all’interno della comunità di Risk Manager e di tutti coloro che, nell’ecosistema sanitario, si occupano di qualità e sicurezza delle cure.

 

L’attualità, è inutile negarlo, in questi tempi si incentra sul Covid e speriamo che il racconto di come l’ASL di Bari stia aspettando il picco dei contagi e la trasformazione dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano in ospedale COVID possano fornire uno spunto ad altre realtà sanitarie che, con diverso grado di intensità nelle diverse parti d’Italia, stanno sopportando il peso della seconda ondata della pandemia.

Al di là della contingenza stretta, il periodo che stiamo vivendo avrà un impatto profondo sull’intero orizzonte delle cure, a partire dall’impiego di sistemi informatici sempre più avanzati e dallo scambio di milioni di dati sui quali basare la pianificazione sanitaria. Questo tema, e l’inevitabile problematica della sicurezza informatica che l’accompagna, è al centro dell’intervista a Giuseppe Carchedi, Operations Manager di Sham che conclude oggi la sua panoramica su come garantire ulteriore sicurezza in ambito cyber security e ulteriore pianificazione grazie all’utilizzo dei Big Data in Sanità.

Inizia, inoltre, con questo numero un nuovo percorso assieme al Laboratorio di Nursing Narrativo di Milano, che ha raccolto nel libro “Storie di persone, voci di infermieri” racconti di vita quotidiana nelle corsie ospedaliere. “Inshallah” è il primo di tre racconti che pubblicheremo all’interno di Sanità 360°. Tramite questi racconti, le voci degli infermieri ci aprono le porte verso uno spazio nascosto, lontano dai riflettori e dall’attenzione comune, fatto di attenzioni, accortezze e sensibilità che si sono rivelate fondamentali nella costruzione del percorso di cura.

Sulla nostra pagina Linkedin, infine, l’analisi e le implicazioni sviluppate nell’ultimo webinar Sham On Air. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono infatti recentemente pronunciate sul tema della rivalsa in ambito sanitario da parte di un’azienda sanitaria. Grazie a un parterre giuridico d’eccezione, abbiamo cercato di capire quali sono le implicazioni e le domande suscitate da questa sentenza in relazione alla legge 24/2017. Cosa succederà quando a venir giudicati saranno eventi che ricadono sotto l’ombrello temporale della nuova legge? Potranno i medici del privato essere giudicati in maniera diversa da quelli del pubblico? Non vi resta che scoprirlo guardando la registrazione dell’evento.

 

Un numero ricco dunque, perciò non mi dilungo oltre e vi auguro una buona lettura.

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

IL REALE SIGNIFICATO DEL DATO IN SANITÀ

Nel primo numero di Novembre, Sanità 360° affronta uno dei temi principali della sanità contemporanea: l’utilizzo dei dati per trasformare il risk management – ma non solo – in uno strumento predittivo.

Chiunque abbia avuto modo di ascoltare il Dottor Umberto Fiandra nel Webinar Sham On Air dello scorso venerdì, 30 ottobre 2020, (ecco il video) ricorderà che è “essenziale creare uno storico a prescindere  […] l’analisi matematica è l’ultimo tassello di un processo di Risk Management e il primo del ciclo successivo”. Fiandra ha parlato dell’integrazione dei dati dei sinistri nella mappatura a priori, che ha permesso di confrontare l’atteso con il già verificato, mettendo in risalto eventuali bias e “costringendo” operatori e addetti alla sicurezza ad alzare lo sguardo dal singolo ambito di lavoro per abbracciare un processo nella sua interezza. Non di rado, infatti, le radici di un evento sono da rintracciarsi nel passaggio precedente e questa è solo una delle tantissime evidenze che i dati possono rivelare sulla sicurezza delle cure.

Ma Fiandra non si è limitato a questo. Ha saputo fare un passo in più, sottolineando che – pur non sottostimando la necessità di investimenti e tecnologia – i dati dei quali abbiamo bisogno sono già in nostro possesso. Vi sono milioni di relazioni, studi, record sanitari depositati presso le Regioni e da queste al Ministero. Se iniziassimo ad analizzarli in maniera sistematica si aprirebbe un mondo intero di evidenza scientifica sul quale basare le future scelte sanitarie.

È lo scenario che Sham – nel suo doppio ruolo di assicuratore e Risk Manager per la sicurezza (e la sicurezza cyber) in sanità – si augura fortemente venga perseguito.

Ed è tenendo bene a mente l’importanza dei dati e del loro utilizzo, che vi suggerisco di leggere l’interessante contributo in tema del nostro Operations Manager, Giuseppe Carchedi: una panoramica a più puntate sull’impiego dei Big Data in Italia e sull’evoluzione dell’assicurazione in Data Driven Insurance con particolare riferimento al comparto Salute.

Il punto di vista di un esperto e addetto ai lavori su un settore in grande crescita, destinato a cambiare radicalmente l’approccio al rischio e alle cure.

 

Buona lettura,

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

LA NUOVA FORMAZIONE DEI RISK MANAGER IN SANITÀ

Una formazione innovativa e specialistica sul Risk Management sanitario: è questa la cornice del primo Master Universitario di II° Livello “Sicurezza delle cure, governo clinico e gestione del contenzioso”, realizzato dalla Mutua Sham in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università di Torino e sotto il patrocinio di Federsanità-Anci. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre.

 

Con il primo Master Universitario di II° Livello, dedicato alla gestione del rischio e dei sinistri in sanità, prende avvio l’avanzamento della formazione dei Risk Manager e/o dei professionisti di settore interessati, con l’obiettivo di affrontare al meglio le criticità del presente, ma con uno sguardo attento sul futuro. Il Master “Sicurezza delle cure, governo clinico e gestione del contenzioso” nasce per accompagnare e stimolare la crescita culturale dei professionisti in tematiche fondamentali come la Responsabilità Civile Sanitaria, la gestione dei contenziosi e la gestione dei rischi; ma lette ed interpretate oggi con nuovi ed ambiziosi parametri, più aderenti alle esigenze formative di professionisti che lavorano in un contesto molto incerto, complesso e in costante evoluzione quale quello sanitario.

“Abbiamo bisogno di una formazione specialistica dedicata alla gestione dei rischi, declinati appositamente al purale, ma non solo – spiega la Risk Manager della Mutua Sham, Anna Guerrieri –. Rispetto a questo tema, è necessario dare rilevanza ad ulteriori aspetti che fanno parte della governance sanitaria e che vedono nel management aziendale, nella misurazione delle performance, nella definizione di budget e obiettivi, nonché nella condivisione di strumenti concreti di analisi, misura e tracciabilità dei fenomeni, elementi imprescindibili per migliorarci e affrontare il prossimo futuro meglio di quanto abbiamo fatto finora”.

Il Master, nato dalla collaborazione tra la Mutua Sham e il Dipartimento di Management dell’Università di Torino, vanta il sostegno di Federsanità-Anci: “I partner di questa iniziativa – sottolinea la RM – sono soggetti istituzionali per loro natura differenti e portatori di interessi differenti che, tuttavia, convergono nel comune obiettivo di far crescere la cultura dei rischi sul territorio nazionale. Ciò rappresenta un dato significativo e una modalità “altra” di relazione, non antagonista ma impostata su una strategia win-win, possibile e fruttuosa. Soltanto mettendo insieme le nostre specificità e coordinando le nostre eccellenze, saremo in grado di rispondere alle esigenze reali di strutture e professionisti della salute, in un contesto sempre più complesso, globalizzato ed incerto”.

Con l’uso di strumenti operativi dedicati, il Master propone elementi di innovazione nella formazione specialistica dei Risk Manager: “Il cambio di passo – evidenzia Guerrieri – è rappresentato dall’offrire strumenti concreti per lavorare sul campo, trasferendo maggiormente la teoria nella pratica attraverso diverse modalità di gestione. Questo non significa non considerare la letteratura in materia o l’esperienza del passato, che rimane fondamento metodologico imprescindibile, ma aggiungere altri elementi e stimolazioni  propedeutiche per affrontare meglio il futuro. L’ambizione è coinvolgere tutti i partecipanti ad una maggiore responsabilità rispetto a ciò che viene fatto e alle modalità di come viene fatto. Una responsabilità che comprende la condivisione di strumenti e metodi di misura e tracciamento delle nostre attività quotidiane. Sul campo, la qualità delle nostre performance è determinata dall’integrazione di modalità diverse di analisi, identificazione e gestione dei rischi.

Un approccio formativo integrato che si adatta al contesto di riferimento: “La lettura degli eventi avversi accaduti, inseriti nei processi di erogazione delle prestazioni sanitarie – prosegue la Risk Manager della Mutua Sham – diviene una competenza importante. Tutto questo deve necessariamente vedere coinvolta l’area manageriale e gestionale della struttura, la corretta quantificazione delle conseguenze dannose arrecate a terzi, l’appropriata valutazione delle riserve e dei fondi dedicati, con l’obiettivo di ottimizzare la governance aziendale. Imprescindibile è dunque la connessione organica di molte aree: management, gestione strategica aziendale, quantificazione economica dei danni, gestione dei rischi, gestione degli eventi avversi, misurazione delle performance, qualità ed accreditamento.

Un approccio, inoltre, che cambia il ruolo del Risk Manager in sanità: “Oggi – conclude Guerrieri – il Clinical Risk Manager è chiamato ad evolversi divenendo sempre più una figura professionale aperta alla pluralità dei rischi insiti nell’attività sanitaria. Il suo ruolo è sempre più quello di connettore tra tutti i professionisti specializzati che gestiscono parti specifiche del rischio, capace di integrare le declinazioni peculiari di ciascuno”.

“L’attuale contesto pandemico evidenzia quanto la gestione dei rischi debba non soltanto guardare ed applicare modalità reattive di gestione, ma avviarsi ad un risk management realmente anticipante. La pandemia ha rilevato, ad esempio, l’importanza di un rischio quale il cyber risk. Telemedicina, gestione di quantità maggiori di dati sensibili e sanitari, accesso ai sistemi informatici sempre più evoluti, espongono il  mondo sanitario alla criminalità organizzata, che fa dell’appropriazione indebita dei dati la sua ragion d’essere. Proprio con l’obiettivo di conoscere lo stato dell’arte italiano su questo tema, a seguito dell’implementazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea, è in corso il sondaggio “Capire il rischio cyber: il nuovo orizzonte in sanità”, realizzato sempre in collaborazione con l’Università di Torino, per restituire informazioni utili sull’adeguamento delle strutture italiane alle nuove normative e sulla conoscenza del fenomeno. Un tassello in più da inserire nel puzzle della nuova formazione rivolta ai Risk Manager”.