RISK MANAGEMENT SANITARIO: SIAMO PRONTI PER UN NUOVO CAPITOLO?

Nella sanità italiana la cultura della sicurezza è molto più diffusa e radicata rispetto a dieci anni fa. Il progresso al quale abbiamo assistito – l’emancipazione del Risk Management sia a livello di prassi clinica che di gestione organizzativa – è frutto di un impegno corale durato anni, culminato e riconosciuto nella promulgazione della legge Gelli.

L’elemento che manca in questo quadro, però, è l’uniformità. Le analisi del rischio, le sperimentazioni e i progetti di miglioramento si stanno moltiplicando in tutta Italia al punto che molte Aziende, anche all’interno della stessa Regione, rischiano di ripercorrere, senza saperlo, le orme delle aziende vicine, studiando gli stessi fenomeni e giungendo agli stessi risultati. Un dispendio di energie e risorse che un semplice confronto potrebbe ridurre e massimizzare.

Sarà questo, perciò, il tema della tavola rotonda al Forum Risk Management Sanità il 28 novembre prossimo a partire dalle 14:30.

Il nostro consueto confronto dedicato all’evoluzione del Risk Management in Italia introdurrà infatti la cerimonia di premiazione del Premio Sham – che quest’anno ha superato la soglia dei 120 progetti (LINK NDR) –. L’appuntamento di quest’anno si concentrerà sulle iniziative in atto per trasformare i mille rivoli della sicurezza in un patrimonio comune e accessibile. È un tema di grandissima attualità e vede almeno due declinazioni estremamente rilevanti: uniformità nella sicurezza tra Aziende pubbliche (almeno, per ora, a livello regionale); e trasferimento delle buone pratiche tra pubblico e privato, in un reciproco scambio di competenze e con l’obiettivo ultimo di fare della sicurezza il vero comune denominatore di tutta la sanità italiana.

Obiettivo questo, che fa presagire una qualità delle cure più omogenea – potendo avvalersi di un più ampio bacino di osservazione per un continuo miglioramento – e che prevede una ulteriore razionalizzazione delle risorse, capace di favorire e incanalare la ricerca in ambiti ancora da esplorare.

L’appuntamento è quindi al Forum Risk Management il 28 novembre alle 14:30 presso l’Area Forma Forum. Buona lettura!

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

 

PS sul tema dell’uniformità delle buone pratiche nel caso delle ICA in ambito chirurgico vi rimando alla bella intervista che Luciana Bevilacqua, RM ASST PAVIA, ci ha rilasciato in questo articolo (link)

NELLE PIEGHE TRA DIRITTO, DOTTRINA E SANITÀ

Poche righe ma ricche di contenuti per un’edizione altrettanto varia di notizie e approfondimenti

 

Si è concluso nella sera di mercoledì 30 ottobre 2019, davanti a più di duecento professionisti, il convegno annuale di Sham, il nostro consueto appuntamento con i grandi temi d’attualità in materia di Salute e Giustizia. Questa 4a edizione si è focalizzata su temi come l’azione di rivalsa, l’azione di responsabilità amministrativa, la quantificazione del danno e le linee guida alla luce della Legge Gelli-Bianco.

L’evento di quest’anno, che ha riunito Risk Manager, professionisti sanitari e avvocati, ha potuto contare su un panel di pregio e ha visto importanti contributi da parte di figure istituzionali ed esperti di settore. L’obiettivo era quello di fornire alla platea una sorta di “palestra interpretativa” e gli argomenti trattati, come leggerete in questa news, sono stati davvero numerosi e significativi.

Questa edizione di Sanità 360°, però, non si ferma qui. Vi aspettano diverse notizie interessanti: come accompagnare la dimissione a casa dei pazienti anziani e mantenere continuità nelle cure e nell’assistenza è il tema affrontato dall’Ospedale Sant’Anna di Como;  un progetto di comunicazione e informazione alle persone è la buona pratica presentata dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano (potete leggerlo qui);  a questo link, infine, trovate l’approfondimento della ASL CN1. In quest’ultimo progetto i dati confermano l’efficacia di un metodo – la doppia misurazione – e di un obiettivo: la diminuzione della pressione antibiotica con benefici sia per il singolo paziente che per la collettività.

Grazie per la vostra attenzione e buona lettura.

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

 

UNA BUONA PRATICA CHE LE RACCHIUDE TUTTE

Lo scorso 15 ottobre Sanità 360° era a Torino dove, sotto l’egida del Centro regionale del rischio sanitario, 18 buone pratiche delle ASL piemontesi sono state condivise dai risk manager, i referenti della qualità e i professionisti sanitari che le hanno concepite e sviluppate

 

Sanità 360° le racconterà tutte nei prossimi numeri ma, fin da subito, è opportuno sottolineare l’importanza di un’iniziativa che rappresenta, a mio avviso, la best practice per eccellenza, che racchiude tutte le altre: la creazione di un’occasione di incontro tra i responsabili del Risk Management che consenta di condividere i progetti di miglioramento. Questo, con l’obiettivo di diffonderli oltre i confini del contesto che li ha testati e sviluppati.

Ciò equivale ad un incremento orizzontale della sicurezza che avviene, praticamente, ad iso-risorse. È una pratica importante che si basa sullo stesso principio che anima il Premio Sham per la prevenzione dei rischi: la trasformazione di buone pratiche locali in buone pratiche regionali e nazionali. Il Premio stesso, quest’anno, anche grazie alla straordinaria risposta della sanità Italiana pubblica e, per la prima volta nel 2019, di quella privata, ha visto una crescita considerevole, superando abbondantemente i 120 progetti presentati.

È un risultato importante per Sham e per la collettività perché è il risultato di un impegno collegiale, ottenuto nel nome della prevenzione. È la prova che la sensibilità e l’attenzione alla gestione del rischio stanno crescendo esponenzialmente in tutto il panorama sanitario del nostro Paese.

L’ampia partecipazione è un segno tangibile della fiducia che Sham sta guadagnando nei confronti dei professionisti del settore, grazie al quotidiano impegno nella diffusione della cultura del Risk Management. Professionisti che, come noi, sono uniti da un obiettivo comune: aumentare la sicurezza delle cure e rafforzare la gestione del rischio.

È nostra intenzione continuare a raccontare e ospitare il confronto e le opinioni di questa comunità, su queste pagine virtuali ma non solo: sui nostri social network, ai nostri eventi e, perché no, anche nei nostri uffici. A questo proposito, sono lieto di annunciare che i punti di incontro tra Sham e i professionisti del settore da oggi potranno contare su uno spazio in più: inauguriamo infatti la nuova sede milanese di Sham, che si unisce a quelle di Torino e Roma. Aperto in via Imbonati 18 a Milano, il nuovo presidio ci consentirà di sviluppare ulteriori sinergie con i principali attori di riferimento del territorio, grazie a una presenza sempre più attenta e costante.

Grazie per l’attenzione e buona lettura,

 

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

 

IL VENTO CHE CAMBIA: COMUNICARE E CONDIVIDERE LE BUONE PRATICHE E LA FIDUCIA CHE NE DERIVA

Non è la prima volta che solleviamo un problema ricorrente nel Risk Management sanitario nazionale ed internazionale: il deficit di comunicazione

 

A causa del grande carico di lavoro degli operatori di settore, può capitare infatti che delle best practice locali rimangano sconosciute ai più o che una ASL impieghi tempo e risorse per sviluppare una check-list o studiare un miglioramento già ampiamente sperimentati e implementati da una ASL confinante. Tutto per mancanza di tempo. Né questa difficoltà si limita all’ambito degli addetti ai lavori. Questi evidenti limiti si riflettono anche sulla percezione esterna collettiva del settore Sanitario. La popolazione stessa non ha una percezione realistica della sicurezza delle cure in Italia e pensa al nostro sistema sanitario in termini molto meno fiduciosi di quanto meriti. Appare quindi evidente come la risposta a questa situazione sia la comunicazione: dimostrare con parole supportate da dati come la gestione del rischio migliori la sanità. Ed è una comunicazione che si muove su due livelli, per aumentare sia la consapevolezza degli operatori sull’importanza del Risk Management, sia la fiducia delle persone nelle cure che ricevono ogni giorno.

Il nostro Sanità 360°, in fondo, è nato esattamente con questo scopo e oggi siamo felici di vedere che il vento sta cambiando. Su questo numero vediamo infatti come la stessa Regione Piemonte figuri, in maniera importante, quasi un laboratorio di “buone pratiche”: il mese scorso si sono tenuti interessanti momenti di incontro con la popolazione in occasione della giornata mondiale del 17 settembre; il prossimo 15 ottobre invece si terrà un’altra importantissima iniziativa: lo scambio e la presentazione, tra tutte le ASL regionali, di una “buona pratica” tra quelle presentate alla Call for Good Practice di Agenas.

Sarà un momento nel quale ogni struttura potrà ascoltare e imparare dalle esperienze altrui, declinandole opportunamente al proprio interno secondo le proprie esigenze. Questo evento ha una filosofia estremamente affine a quella di Sham perché ricalca fedelmente lo scopo e la prassi del nostro Premio per la prevenzione dei rischi: mettere assieme i migliori progetti che rendono le cure più sicure per farli conoscere e applicare a livello nazionale. Una chiusa finale sul Premio Sham: quest’anno la risposta è stata bellissima e abbiamo già raccolto, mentre vi scrivo, quasi 70 progetti. Coloro che si sono attardati e non sono riusciti a presentare la propria candidatura entro il 30 settembre ci hanno chiesto di prorogare la ‘chiusura’ delle iscrizioni al 15 ottobre. Cosa che abbiamo fatto con piacere, anche per venire incontro ai nuovi arrivati del 2019. Quest’anno infatti, alla tradizionale partnership di Federsanità ANCI, si sono aggiunte quelle di AIOP e ARIS, portando alla creazione di due nuove categorie di partecipanti: i privati associati AIOP e i privati senza scopo di lucro associati ARIS.

Tutto ciò per dirvi che c’è ancora tempo per iscriversi! Trovate qui il link per regolamento e moduli.

Grazie e buona lettura

 

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

SICUREZZA DEI PAZIENTI: PRIMA GIORNATA MONDIALE È UNA VITTORIA PER IL RISK MANAGEMENT

Secondo i dati OECD il 15 per cento delle spese ospedaliere si può risparmiare puntando sulla sicurezza integrata ospedale-territorio. Intanto, l’attività di SHAM in Italia diventa una buona pratica del Gruppo Relyens in Europa

 

L’istituzione della prima Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente indetta dall’OMS  nel 2019 è una vittoria per tutti coloro che ritengono il Risk Management centrale e strettissima la relazione tra sicurezza e sostenibilità finanziaria in sanità. Già nel 2017, infatti, il rapporto OECD dedicato ai risvolti economici della sicurezza del paziente, segnalava come il 15 per cento delle spese sanitarie fosse riconducibile direttamente ai costi aggiuntivi – ulteriori ricoveri, ulteriori accertamenti, degenze più lunghe – derivate dalla malpractice subita dal paziente durante l’assistenza sanitaria. Il rapporto 2018 della stessa organizzazione – “Flying Blind – Volando alla cieca” – ha esteso lo studio all’assistenza primaria e ambulatoriale.

Da questa visione Sham in Italia può trarre un’importante conferma della sua azione al fianco di Risk Manager e Strutture sanitarie del nostro Paese. È proprio a cavallo del 2018 – 2019 che abbiamo avviato le prime mappature integrate ospedale/territorio. Una di queste ha riguardato oltre 40 RM e 500 professionisti sanitari della regione Piemonte che hanno analizzato circa 2mila rischi potenziali ed individuato più di 300 azioni di miglioramento in corso di implementazione, con monitoraggi previsti ogni 6-8 mesi.

Questo progetto è un successo per Sham perché è attraverso la condivisione di strumenti concreti che la Mutua realizza il suo obiettivo di rafforzare la cultura e la pratica della sicurezza nella sanità Italiana. Ma è, soprattutto, un riconoscimento per tutti i professionisti sanitari che hanno lavorato assieme a noi e ai quali dedichiamo la soddisfazione di essere stati selezionati come una delle 4 best practice europee dal Gruppo Relyens in occasione, proprio, della prima Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente. Buona visione

 

Roberto Ravinale 

Direttore Esecutivo Sham in Italia

LA CARENZA DI ORGANICO È UN FATTORE DI RISCHIO

Sanità 360° è una piattaforma: una comunità di pensiero e parola dedicata a chi si occupa di sicurezza, qualità delle cure e gestione del rischio in sanità. Per questo non abbiamo una linea o delle cause da sostenere, fatta eccezione di quella a cui ci dedichiamo da sempre: far parlare e mettere in contatto chi, ogni giorno, si impegna per rendere le cure più sicure

 

Sanità 360°, perciò, in primo luogo ascolta e riporta le parole e le esperienze di direttori, risk manager, medici e infermieri che lavorano sul campo, progetto dopo progetto, per ridurre il rischio e aumentare la sicurezza delle cure. Ascoltando, però, capita anche di sentire qualcosa che, singolarmente, i professionisti fanno fatica a dire ma che, privatamente, molti confidano.

In questo caso Sanità 360° si presta ad essere portavoce di una comunità di persone la cui dedizione rappresenta, oggi, uno dei principali pilastri della sanità pubblica. Sono persone che abbiamo incontrato nel corso degli anni, che si spendono senza esitazione per la salute dei pazienti e la bontà delle cure, che lavorano senza guardare l’orologio per coprire i turni e le enormi incombenze che ricadono sulle spalle sia degli operatori nei reparti che dei responsabili della gestione sanitaria. Da tempo, purtroppo, sentiamo che in questa comunità alberga una paura crescente.

La paura che il numero di persone addette alla cura dei pazienti diminuisca al punto che la cura stessa non possa più essere garantita.

La carenza ma, soprattutto, la costante diminuzione nell’organico è una preoccupazione che è emersa spesso nei colloqui di Sanità 360° con gli addetti ai lavori nel mondo della sanità su tutto il territorio nazionale. È, ormai, una presenza minacciosa sullo sfondo di chi guarda al futuro delle cure. Le recenti pubblicazioni su grandi media nazionali confermano che non si tratta di episodi isolati [1]. I casi di medici che vanno in pensione o danno le dimissioni per burn out rendono ancora più difficile la situazione dei colleghi rimasti a coprire i reparti. Anche il conseguente ricorso ai gettonisti cresce, con il risultato di affidare la salute delle persone a medici che certamente conoscono il loro mestiere, ma che difficilmente hanno interiorizzato quelle procedure e protocolli dei singoli reparti che possono dimostrarsi essenziali nelle emergenze se – e solo se – applicati con la tempestività nata dalla dimestichezza.

In questo scenario gli uffici Qualità e Risk Management hanno troppi pochi addetti in relazione al lavoro che già svolgono, sia dal punto di vista della raccolta dati che dello sviluppo di procedure innovative. E questa non è una affermazione opinabile. È, invece, dimostrabile quantitativamente, rapportando la quantità dei lavori a quella del personale. Ma è dimostrabile anche indirettamente, notando quanto scarso sia il numero di pubblicazioni da parte di strutture e servizi che lavorano tantissimo ma scrivono, purtroppo, pochissimo, lasciando circoscritte a livello locale tante ottime pratiche che potrebbero venire estese in tutta Italia. Eppure, e ci teniamo a sottolinearlo esplicitamente, il lavoro nella gestione del rischio diventa sempre più importante anche in relazione alla diminuzione del personale. E questo perché è proprio quando le energie sono poche che le procedure permettono di non sprecarle ma di garantire l’uso più appropriato delle forze a disposizione.

Per questo vogliamo riportare e diffondere quanto ci è stato detto tante volte e con crescente frequenza: che la carenza di personale sta diventando un fattore di rischio in sé stesso e che il Risk Management è, ancora una volta, il primo strumento da potenziare per arginarlo.

 

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

 

[1] Il dottore è fuori stanza. Lo studio Anaao sulla carenza degli specialisti su PANORAMA.

RISARCIMENTO SINISTRI: UNA POSIZIONE CORAGGIOSA

In questo numero di Sanità 360° la prassi del Gemelli rappresenta una scelta che può essere di spunto all’intero mondo della sanità

Nella bella e concisa intervista di Giuseppe Vetrugno – Professore Associato di Medicina Legale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Risk Manager della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma – si presenta una strategia molto netta di “aggressione del sinistro”. Una strategia, cioè, che punta a chiudere il contenzioso prima ancora che insorga attraverso una politica molto decisa di risarcimenti concepita per ridurre sia i costi, sia il peso emotivo sul personale medico, sulla vittima del danno e i suoi familiari.

È un caso studio che invitiamo tutti i nostri lettori ad approfondire: pensiamo che sia una pratica buona se non altro per il fatto che alza in maniera coraggiosa il livello e la qualità del dibattito e porta ogni attore nel mondo della responsabilità civile in sanità a rispecchiarsi in essa e riflettere sul confronto.

Ma, per quanto significativo, non è l’unico tema che affrontiamo in questo numero. Nelle notizie anche l’esito di una tre giorni di screening cardiologico “mobile” nel territorio della ASST Lariana; il progetto di Primary Nursing all’Università del Piemonte Orientale e l’esperienza della Casa Residenza Anziani Anni Azzurri – Villa dei Ciliegi nel ridurre la contenzione fisica e farmacologica nei casi di aggressività e demenza senile.

Buona lettura

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di SHAM in Italia

PUBBLICO E PRIVATO SI INCONTRANO ALL’INSEGNA DELLA SICUREZZA GRAZIE AL PREMIO SHAM

Per la prima volta in Italia un unico appuntamento per confrontare la gestione del rischio nell’intero ecosistema sanitario

 

In questo numero diamo l’annuncio di un’importante meta raggiunta dal Premio Sham. Per la prima volta in Italia, infatti, strutture sanitarie private, private – no profit e pubbliche partecipano ad un unico concorso per confrontare le pratiche legate alla sicurezza delle cure e alla gestione del rischio. Con il patrocinio, rispettivamente di AIOP[1], ARIS[2] e, per il quarto anno consecutivo, di FEDERSANITÀ ANCI,  il Premio Sham è arrivato ad accogliere progetti di prevenzione  che permettono all’intero ecosistema sanitario italiano di confrontarsi sui temi della sicurezza e della prevenzione.

Sempre aperto a tutti gli attori della sanità è anche lo scambio di esperienze su Sanità 360°. In questo numero ne ospitiamo ben tre, ognuna molto interessante. La prima è l’intervista a  Giuseppe Vetrugno, Risk Manager della Fondazione Policlinico Gemelli, incentrata sul rapporto tra fiducia del personale sanitario, partecipazione nella stesura delle procedure e conseguente incremento nella sicurezza.

Il secondo contributo viene dalla Fondazione Teresa Camplani e racconta come, nell’implementazione della Mappatura Carto Risk, sia emerso l’importanza di far lavorare fianco a fianco i team del Risk Management e della Qualità.

Infine, anticipiamo una importante ricerca che Alberto Firenze, Assistant Professor all’Università di Palermo – e presidente dellAssociazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers (HCRM) – sta realizzando con l’intento di presentarla al padiglione italiano di EXPO DUBAI 2020. Una ricerca che mette in risalto, con i dati raccolti in diversi Paesi extraeuropei, il contributo delle assicurazioni all’incremento della sicurezza nelle strutture sanitarie.

Buona lettura e grazie, come sempre, per l’attenzione riservata alla nostra pubblicazione.

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo SHAM in Italia

 

[1] Associazione Italiana Ospedalità Privata

[2] Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari

IL VALORE METODICO DELLA RIPETIZIONE

Il numero odierno di Sanità 360° prosegue la sua indagine sulle Infezioni Correlate all’Assistenza

 

Secondo Alberto Firenze, Assistant Professor all’Università di Palermo e Presidente Nazionale dell’Associazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers (HCRM), la maggior parte delle infezioni ospedaliere è prevenibile, purché si mettano in atto, ogni volta e in ogni contesto sanitario, delle semplici ma determinanti misure di prevenzione. Quella della costanza, metodo e omogeneità degli interventi è una necessità che viene sollevata spesso nel dibattito sulla Gestione del Rischio. Gli stessi elementi emergono, infatti, anche nel ragionamento di Franco Ripa, il Coordinatore piemontese del neonato Centro Regionale per la Gestione del Rischio e la Sicurezza del Paziente. Un organo che punta a sviluppare un metodo strutturato e condiviso per la gestione del rischio sanitario a livello regionale.

In questo numero pubblichiamo anche un’approfondita disamina e, per molti versi, un sorprendente punto di vista sul rapporto tra Social Media e Informazione sanitaria nell’intervista al Professor Eugenio Santoro, responsabile del laboratorio di Informatica medica dell’Istituto “Mario Negri” di Milano.

Da ultimo un elenco dei buoni motivi per i quali chiunque si impegni quotidianamente per rendere le cure più sicure dovrebbe prendere in considerazione di candidare i propri progetti di miglioramento al Premio Sham per la prevenzione dei rischi: un’iniziativa unica in Italia che non costa nulla ma porta molti benefici alla prevenzione e contribuisce a diffondere la cultura della sicurezza in Italia.

Buona lettura

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

OCCHI PUNTATI SU ICA E RESISTENZE

In Italia si stimano circa 530 mila nuove Infezioni Correlate all’Assistenza nelle strutture ospedaliere e nelle residenze sanitarie. Un dato che non aumenta nel tempo ma neppure diminuisce significativamente nonostante tutti gli sforzi

 

Ad aggravare la situazione, però, è il fatto che molte di queste infezioni siano riconducibili a microrganismi resistenti. È un’emergenza planetaria, ma in Italia è particolarmente grave e diffusa al punto che il 30 per cento delle infezioni resistenti nell’Unione Europea si registra nel nostro Paese. Sono infezioni che hanno colonizzato in maniera massiccia il territorio, colpiscono i pazienti più fragili, aumentano il rischio per gli interventi di routine, aumentano il costo dei ricoveri e aumentano il costo dei risarcimenti.

Sono una vera minaccia per la salute delle persone e per la sostenibilità dei conti sanitari, a fronte della quale, forse, l’allarme non è abbastanza alto.

Sanità 360° offre il suo contributo per riportare al centro dell’attenzione il tema delle ICA, delle Resistenze e del loro effetto combinato. In questo numero pubblichiamo, perciò, l’esperienza dei professionisti sanitari che sono in prima linea sia a livello locale che nazionale per fronteggiare il crescente pericolo. La prima è raccontata attraverso l’intervista a Diana Pascu e Mario Cruciani, rispettivamente Risk Manager e Infettivologo della AULSS 9 Scaligera; la seconda è la NEWS 1 che raccoglie le parole (e l’allarme) della dottoressa Annalisa Pantosti dell’Istituto Superiore di Sanità.

Due contributi che vi invito a leggere e condividere tra i vostri colleghi per aumentare la consapevolezza su un’emergenza che cresce velocemente e minaccia senza termini la sicurezza delle cure.

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo Sham in Italia