SICUREZZA DEI PAZIENTI: PRIMA GIORNATA MONDIALE È UNA VITTORIA PER IL RISK MANAGEMENT

Secondo i dati OECD il 15 per cento delle spese ospedaliere si può risparmiare puntando sulla sicurezza integrata ospedale-territorio. Intanto, l’attività di SHAM in Italia diventa una buona pratica del Gruppo Relyens in Europa

 

L’istituzione della prima Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente indetta dall’OMS  nel 2019 è una vittoria per tutti coloro che ritengono il Risk Management centrale e strettissima la relazione tra sicurezza e sostenibilità finanziaria in sanità. Già nel 2017, infatti, il rapporto OECD dedicato ai risvolti economici della sicurezza del paziente, segnalava come il 15 per cento delle spese sanitarie fosse riconducibile direttamente ai costi aggiuntivi – ulteriori ricoveri, ulteriori accertamenti, degenze più lunghe – derivate dalla malpractice subita dal paziente durante l’assistenza sanitaria. Il rapporto 2018 della stessa organizzazione – “Flying Blind – Volando alla cieca” – ha esteso lo studio all’assistenza primaria e ambulatoriale.

Da questa visione Sham in Italia può trarre un’importante conferma della sua azione al fianco di Risk Manager e Strutture sanitarie del nostro Paese. È proprio a cavallo del 2018 – 2019 che abbiamo avviato le prime mappature integrate ospedale/territorio. Una di queste ha riguardato oltre 40 RM e 500 professionisti sanitari della regione Piemonte che hanno analizzato circa 2mila rischi potenziali ed individuato più di 300 azioni di miglioramento in corso di implementazione, con monitoraggi previsti ogni 6-8 mesi.

Questo progetto è un successo per Sham perché è attraverso la condivisione di strumenti concreti che la Mutua realizza il suo obiettivo di rafforzare la cultura e la pratica della sicurezza nella sanità Italiana. Ma è, soprattutto, un riconoscimento per tutti i professionisti sanitari che hanno lavorato assieme a noi e ai quali dedichiamo la soddisfazione di essere stati selezionati come una delle 4 best practice europee dal Gruppo Relyens in occasione, proprio, della prima Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente. Buona visione

 

Roberto Ravinale 

Direttore Esecutivo Sham in Italia

LA CARENZA DI ORGANICO È UN FATTORE DI RISCHIO

Sanità 360° è una piattaforma: una comunità di pensiero e parola dedicata a chi si occupa di sicurezza, qualità delle cure e gestione del rischio in sanità. Per questo non abbiamo una linea o delle cause da sostenere, fatta eccezione di quella a cui ci dedichiamo da sempre: far parlare e mettere in contatto chi, ogni giorno, si impegna per rendere le cure più sicure

 

Sanità 360°, perciò, in primo luogo ascolta e riporta le parole e le esperienze di direttori, risk manager, medici e infermieri che lavorano sul campo, progetto dopo progetto, per ridurre il rischio e aumentare la sicurezza delle cure. Ascoltando, però, capita anche di sentire qualcosa che, singolarmente, i professionisti fanno fatica a dire ma che, privatamente, molti confidano.

In questo caso Sanità 360° si presta ad essere portavoce di una comunità di persone la cui dedizione rappresenta, oggi, uno dei principali pilastri della sanità pubblica. Sono persone che abbiamo incontrato nel corso degli anni, che si spendono senza esitazione per la salute dei pazienti e la bontà delle cure, che lavorano senza guardare l’orologio per coprire i turni e le enormi incombenze che ricadono sulle spalle sia degli operatori nei reparti che dei responsabili della gestione sanitaria. Da tempo, purtroppo, sentiamo che in questa comunità alberga una paura crescente.

La paura che il numero di persone addette alla cura dei pazienti diminuisca al punto che la cura stessa non possa più essere garantita.

La carenza ma, soprattutto, la costante diminuzione nell’organico è una preoccupazione che è emersa spesso nei colloqui di Sanità 360° con gli addetti ai lavori nel mondo della sanità su tutto il territorio nazionale. È, ormai, una presenza minacciosa sullo sfondo di chi guarda al futuro delle cure. Le recenti pubblicazioni su grandi media nazionali confermano che non si tratta di episodi isolati [1]. I casi di medici che vanno in pensione o danno le dimissioni per burn out rendono ancora più difficile la situazione dei colleghi rimasti a coprire i reparti. Anche il conseguente ricorso ai gettonisti cresce, con il risultato di affidare la salute delle persone a medici che certamente conoscono il loro mestiere, ma che difficilmente hanno interiorizzato quelle procedure e protocolli dei singoli reparti che possono dimostrarsi essenziali nelle emergenze se – e solo se – applicati con la tempestività nata dalla dimestichezza.

In questo scenario gli uffici Qualità e Risk Management hanno troppi pochi addetti in relazione al lavoro che già svolgono, sia dal punto di vista della raccolta dati che dello sviluppo di procedure innovative. E questa non è una affermazione opinabile. È, invece, dimostrabile quantitativamente, rapportando la quantità dei lavori a quella del personale. Ma è dimostrabile anche indirettamente, notando quanto scarso sia il numero di pubblicazioni da parte di strutture e servizi che lavorano tantissimo ma scrivono, purtroppo, pochissimo, lasciando circoscritte a livello locale tante ottime pratiche che potrebbero venire estese in tutta Italia. Eppure, e ci teniamo a sottolinearlo esplicitamente, il lavoro nella gestione del rischio diventa sempre più importante anche in relazione alla diminuzione del personale. E questo perché è proprio quando le energie sono poche che le procedure permettono di non sprecarle ma di garantire l’uso più appropriato delle forze a disposizione.

Per questo vogliamo riportare e diffondere quanto ci è stato detto tante volte e con crescente frequenza: che la carenza di personale sta diventando un fattore di rischio in sé stesso e che il Risk Management è, ancora una volta, il primo strumento da potenziare per arginarlo.

 

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

 

[1] Il dottore è fuori stanza. Lo studio Anaao sulla carenza degli specialisti su PANORAMA.

RISARCIMENTO SINISTRI: UNA POSIZIONE CORAGGIOSA

In questo numero di Sanità 360° la prassi del Gemelli rappresenta una scelta che può essere di spunto all’intero mondo della sanità

Nella bella e concisa intervista di Giuseppe Vetrugno – Professore Associato di Medicina Legale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Risk Manager della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma – si presenta una strategia molto netta di “aggressione del sinistro”. Una strategia, cioè, che punta a chiudere il contenzioso prima ancora che insorga attraverso una politica molto decisa di risarcimenti concepita per ridurre sia i costi, sia il peso emotivo sul personale medico, sulla vittima del danno e i suoi familiari.

È un caso studio che invitiamo tutti i nostri lettori ad approfondire: pensiamo che sia una pratica buona se non altro per il fatto che alza in maniera coraggiosa il livello e la qualità del dibattito e porta ogni attore nel mondo della responsabilità civile in sanità a rispecchiarsi in essa e riflettere sul confronto.

Ma, per quanto significativo, non è l’unico tema che affrontiamo in questo numero. Nelle notizie anche l’esito di una tre giorni di screening cardiologico “mobile” nel territorio della ASST Lariana; il progetto di Primary Nursing all’Università del Piemonte Orientale e l’esperienza della Casa Residenza Anziani Anni Azzurri – Villa dei Ciliegi nel ridurre la contenzione fisica e farmacologica nei casi di aggressività e demenza senile.

Buona lettura

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di SHAM in Italia

PUBBLICO E PRIVATO SI INCONTRANO ALL’INSEGNA DELLA SICUREZZA GRAZIE AL PREMIO SHAM

Per la prima volta in Italia un unico appuntamento per confrontare la gestione del rischio nell’intero ecosistema sanitario

 

In questo numero diamo l’annuncio di un’importante meta raggiunta dal Premio Sham. Per la prima volta in Italia, infatti, strutture sanitarie private, private – no profit e pubbliche partecipano ad un unico concorso per confrontare le pratiche legate alla sicurezza delle cure e alla gestione del rischio. Con il patrocinio, rispettivamente di AIOP[1], ARIS[2] e, per il quarto anno consecutivo, di FEDERSANITÀ ANCI,  il Premio Sham è arrivato ad accogliere progetti di prevenzione  che permettono all’intero ecosistema sanitario italiano di confrontarsi sui temi della sicurezza e della prevenzione.

Sempre aperto a tutti gli attori della sanità è anche lo scambio di esperienze su Sanità 360°. In questo numero ne ospitiamo ben tre, ognuna molto interessante. La prima è l’intervista a  Giuseppe Vetrugno, Risk Manager della Fondazione Policlinico Gemelli, incentrata sul rapporto tra fiducia del personale sanitario, partecipazione nella stesura delle procedure e conseguente incremento nella sicurezza.

Il secondo contributo viene dalla Fondazione Teresa Camplani e racconta come, nell’implementazione della Mappatura Carto Risk, sia emerso l’importanza di far lavorare fianco a fianco i team del Risk Management e della Qualità.

Infine, anticipiamo una importante ricerca che Alberto Firenze, Assistant Professor all’Università di Palermo – e presidente dellAssociazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers (HCRM) – sta realizzando con l’intento di presentarla al padiglione italiano di EXPO DUBAI 2020. Una ricerca che mette in risalto, con i dati raccolti in diversi Paesi extraeuropei, il contributo delle assicurazioni all’incremento della sicurezza nelle strutture sanitarie.

Buona lettura e grazie, come sempre, per l’attenzione riservata alla nostra pubblicazione.

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo SHAM in Italia

 

[1] Associazione Italiana Ospedalità Privata

[2] Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari

IL VALORE METODICO DELLA RIPETIZIONE

Il numero odierno di Sanità 360° prosegue la sua indagine sulle Infezioni Correlate all’Assistenza

 

Secondo Alberto Firenze, Assistant Professor all’Università di Palermo e Presidente Nazionale dell’Associazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers (HCRM), la maggior parte delle infezioni ospedaliere è prevenibile, purché si mettano in atto, ogni volta e in ogni contesto sanitario, delle semplici ma determinanti misure di prevenzione. Quella della costanza, metodo e omogeneità degli interventi è una necessità che viene sollevata spesso nel dibattito sulla Gestione del Rischio. Gli stessi elementi emergono, infatti, anche nel ragionamento di Franco Ripa, il Coordinatore piemontese del neonato Centro Regionale per la Gestione del Rischio e la Sicurezza del Paziente. Un organo che punta a sviluppare un metodo strutturato e condiviso per la gestione del rischio sanitario a livello regionale.

In questo numero pubblichiamo anche un’approfondita disamina e, per molti versi, un sorprendente punto di vista sul rapporto tra Social Media e Informazione sanitaria nell’intervista al Professor Eugenio Santoro, responsabile del laboratorio di Informatica medica dell’Istituto “Mario Negri” di Milano.

Da ultimo un elenco dei buoni motivi per i quali chiunque si impegni quotidianamente per rendere le cure più sicure dovrebbe prendere in considerazione di candidare i propri progetti di miglioramento al Premio Sham per la prevenzione dei rischi: un’iniziativa unica in Italia che non costa nulla ma porta molti benefici alla prevenzione e contribuisce a diffondere la cultura della sicurezza in Italia.

Buona lettura

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

OCCHI PUNTATI SU ICA E RESISTENZE

In Italia si stimano circa 530 mila nuove Infezioni Correlate all’Assistenza nelle strutture ospedaliere e nelle residenze sanitarie. Un dato che non aumenta nel tempo ma neppure diminuisce significativamente nonostante tutti gli sforzi

 

Ad aggravare la situazione, però, è il fatto che molte di queste infezioni siano riconducibili a microrganismi resistenti. È un’emergenza planetaria, ma in Italia è particolarmente grave e diffusa al punto che il 30 per cento delle infezioni resistenti nell’Unione Europea si registra nel nostro Paese. Sono infezioni che hanno colonizzato in maniera massiccia il territorio, colpiscono i pazienti più fragili, aumentano il rischio per gli interventi di routine, aumentano il costo dei ricoveri e aumentano il costo dei risarcimenti.

Sono una vera minaccia per la salute delle persone e per la sostenibilità dei conti sanitari, a fronte della quale, forse, l’allarme non è abbastanza alto.

Sanità 360° offre il suo contributo per riportare al centro dell’attenzione il tema delle ICA, delle Resistenze e del loro effetto combinato. In questo numero pubblichiamo, perciò, l’esperienza dei professionisti sanitari che sono in prima linea sia a livello locale che nazionale per fronteggiare il crescente pericolo. La prima è raccontata attraverso l’intervista a Diana Pascu e Mario Cruciani, rispettivamente Risk Manager e Infettivologo della AULSS 9 Scaligera; la seconda è la NEWS 1 che raccoglie le parole (e l’allarme) della dottoressa Annalisa Pantosti dell’Istituto Superiore di Sanità.

Due contributi che vi invito a leggere e condividere tra i vostri colleghi per aumentare la consapevolezza su un’emergenza che cresce velocemente e minaccia senza termini la sicurezza delle cure.

 

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo Sham in Italia

TERRITORIO E INFEZIONI: I DUE GRANDI TEMI DELLA SANITÀ CONTEMPORANEA

In questo numero Sanità 360 arricchisce il suo dossier con un’altra testimonianza di altissimo livello sull’evoluzione dei servizi socio sanitari territoriali e la loro relazione con l’attività per acuti negli ospedali

 

Dopo aver presentato l’esperienza della Puglia e del Piemonte nei numeri precedenti, oggi pubblichiamo l’intervista il DG dell’ASL Bolzano Florian Zerzer incentrata su un’importante riorganizzazione dei servizi territoriali, il loro rapporto con i reparti specialistici, il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale e il quadro demografico ed epidemiologico nel quale questa trasformazione si cala.

Sempre al territorio è dedicato il duplice approfondimento del Premio Sham, l’iniziativa che si propone di trasformare le buone pratiche di prevenzione locali in modelli diffusi a livello nazionale.

Altro grande tema sanitario – e globale – è il contenimento delle infezioni legate all’assistenza con particolare attenzione per la crescita dei microbi drug-resistant. Un tema che un recente rapporto ONU ha rilanciato con forza e che la nostra Newsletter tratterà anche nei prossimi numeri dando voce ai professionisti sanitari che stanno affrontando questa crescente emergenza.

 

Anna Guerrieri

Risk Manager SHAM

COME AVVIENE IL PASSAGGIO DA OSPEDALE A TERRITORIO?

Lo sviluppo dei servizi sul territorio è un elemento presente nel dibattito e nella pianificazione sanitaria di tutti i Paesi ad alto reddito da, ormai, diversi anni. Ma come avviene, nel concreto, il passaggio?

 

Sanità 360 ha avuto il privilegio di visitare il Polo Sanitario di Avigliana, nel territorio della ASL TO 3 Collegno e Pinerolo, che ha avviato questa trasformazione a partire dal 2013. Un percorso, raccontato nella seguente intervista, che ha portato il Polo dal gestire reparti per acuti all’ospitare le degenze affidate ai Medici di Medicina Generale e coordinare gli interventi di assistenza domiciliare.

Il sopralluogo è avvenuto all’interno del seminario GRAPH Europe che si è tenuto a Torino tra il 17 e il 20 aprile 2019 e che, a riprova dell’interesse internazionale per la tematica, ha riunito decine di direttori e rappresentanti della Sanità francese venuti a confrontarsi con l’esperienza delle sanità regionali in Italia e piemontese in particolare.

Sham, che assicura il Piano Regionale della Regione Piemonte, ha partecipato con entusiasmo al seminario, ribadendo la vocazione al confronto e allo scambio delle esperienze che contraddistingue il suo modello mutualistico.

E sempre alla mutualità è correlata un’altra importante notizia contenuta nel numero odierno della Newsletter. É stata, infatti, sottoscritta una partnership all’insegna del non profit in sanità tra SHAM e le strutture sanitarie associate ad ARIS: l’Associazione Religiosa degli Istituti Sanitari che operano senza fine di lucro.

La partnership metterà a disposizione dei soci ARIS gli strumenti sviluppati da Sham per migliorare la mappatura e la gestione integrata di Risk Management e gestione dei sinistri, costruendo percorsi di crescita in sicurezza per ogni struttura che desideri intraprenderli e confermando, ancora una volta, che la Mutua SHAM non si limita ad assicurare il rischio in sanità, ma è impegnata a tutto tondo per ridurlo concretamente.

Una modalità è il Premio Sham per la prevenzione dei rischi del quale siamo felici di annunciare oggi il lancio della 4 edizione italiana. Si tratta di un’iniziativa unica nel nostro Paese che confronta, premia e promuove i progetti di prevenzione del rischio messi in atto nelle diverse Asl dei territori italiani con l’obiettivo di far adottare a livello nazionale le migliori best practice locali. Nel 2019 il Premio aggiunge anche un’importante novità: grazie alla partnership con ARIS l’edizione di quest’anno sarà aperta, per la prima volta, anche alle strutture sanitarie private, aggiungendo un ulteriore, importante tassello, all’impegno di Sham nella sicurezza dell’ecosistema sanitario italiano.

 

Anna Guerrieri

Risk Manager Sham

UN PROGETTO DI RICERCA UNIVERSITARIO PER MISURARE L’IMPATTO DEL RISK MANAGEMENT

La Mutua Sham ha finanziato una borsa di studio presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino

 

Come leggerete nella News 1, la ricerca semestrale sarà dedicata ad incrementare i dati scientifici relativi alla gestione del rischio con l’obiettivo di indagare, in maniera quantitativa, la relazione virtuosa che esiste tra Risk Management e gestione dei sinistri. L’ambito di ricerca, perciò, comprende sia una review della letteratura esistente che un’analisi sull’andamento e sulla variazione dei sinistri in seguito agli interventi di Risk Management.

Si tratta di un passaggio fondamentale nel diffondere la cultura e la prassi della prevenzione perché non si limita a postulare una relazione tra gestione del rischio e riduzione dei sinistri, ma intende dimostrare questa relazione attraverso la quantificazione del beneficio.

Sia la lunga sinergia con il Dipartimento di Management dell’Università di Torino che l’attenzione alla riproducibilità e verifica degli interventi fanno parte del Dna di Sham: una Mutua che non si limita ad assicurare il rischio ma si impegna ad avviare percorsi di miglioramento ed è pronta a condividere con tutti gli attori del panorama sanitario gli strumenti e le conoscenze che rendono le cure più sicure.

La borsa di studio è un altro concreto passo in questa direzione ed uno particolarmente importante perché, oltre ad aumentare il raggio e la profondità della riflessione accademica sulla Gestione del Rischio, contribuisce a formare sul campo una nuova generazione di professionisti sanitari per i quali la prevenzione è parte integrante della prassi quotidiana.

 

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

LA VOCE DEI RISK MANAGER

La gestione del rischio è una frontiera in movimento, un processo empirico che cresce attraverso il confronto e la verifica. Ma quali sono gli elementi che i Risk Manager prendono in considerazione per valutare la bontà di uno strumento di prevenzione?

 

L’intervista del numero odierno di Sanità 360° offre una risposta. Dopo che L’ASL 1 di Cuneo ha applicato il metodo Carto Risk alla mappatura del rischio sia nei servizi territoriali che nell’unità operativa di Ostetricia, abbiamo chiesto ai referenti del progetto di analizzarne i punti di forza e debolezza dal loro punto di vista e secondo la loro esperienza.

Facendo questo seguiamo la vocazione di Sanità 360° di coinvolgere direttamente Risk Manager, Direttori, Medici e Infermieri impegnati nei progetti di prevenzione, e applichiamo il metodo attraverso il quale Carto Risk è stato sviluppato e costantemente aggiornato nel corso del tempo.

Da molti anni, infatti, la Mutua Sham favorisce l’incontro dei professionisti sanitari da tutta Europa per affrontare il problema comune del rischio e condividere gli strumenti che si sono rivelati efficaci nel ridurlo.

Questo confronto è parte integrante del processo di miglioramento e Sanità 360° è onorata di contribuirvi offrendo una tribuna dalla quale i Risk Manager e professionisti sanitari possono parlare in prima persona.

 

Anna Guerrieri

Risk Manager Sham