FARMACI E CURE, L’AVVIO DI UN SISTEMA AUTOMATIZZATO

L’innovativo progetto dell’ASST di Pavia. L’iniziale esperienza di implementazione della raccomandazione 17.

 

La terapia farmacologica è un processo non semplice e a volte può causare anche dei danni, alcuni prevedibili e altri no. Ciò può capitare ad almeno un paziente su 10 mentre riceve cure mediche, per un totale complessivo di quasi 43 milioni di lesioni da errori medici riportate ogni anno nel mondo (dati OMS 2017[1]). È questo il contesto nel quale è maturato il progetto dell’ASST di Pavia sul “Sistema automatizzato di prescrizione del farmaco” che ha ottenuto una Menzione Speciale al Premio Sham 2019. L’obiettivo è stato quello di «migliorare la qualità prescrittiva e anche la sicurezza» perché tale sistema consente di misurare alcuni dati. Infatti, la continuità e la sicurezza terapeutica rappresentano uno dei pilastri della qualità dell’assistenza e i passaggi di pazienti da un setting di cura all’altro, compreso il momento dell’ammissione in ospedale e della dimissione, che sono una potenziale fonte di rischio. Ecco perché devono essere gestiti attraverso un processo adeguato di ricognizione e riconciliazione della terapia farmacologica.

 

 

Nella ASST di Pavia vi è un sistema automatizzato in funzione dal 2012 per la gestione della terapia, sia per alcune fasi di preparazione “sistema monodose”, che per la prescrizione e la somministrazione. Nel 2016 si è costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare per usare le potenzialità del sistema automatizzato per poter disporre di un sistema di valutazione dell’efficacia anche in termini di “barriera” per gli errori terapeutici. Il sistema è utilizzato da 1.550 utenti che vengono regolarmente formati sul suo utilizzo per gestire circa 27.000 ricoveri anno. Il numero medio di prescrizioni per paziente di 2,5/die, 172.131 sono le interazioni farmacologiche segnalate nel 2019 pari a 8,7 interazioni/paziente e monitorate. Il numero di somministrazioni è di 5.445 somministrazioni/die e 6 sono le somministrazioni medie per paziente/die. Il software per il farmaco, integrato con gli altri sistemi informatici, è lo strumento che alimenta il cruscotto di indicatori. In questo modo, tutti gli operatori sono stati coinvolti e hanno partecipato alla fase di sviluppo per il processo “implementazione raccomandazione 17”.

Le potenzialità del sistema automatizzato per la preparazione della terapia possono prevederne anche un uso nella medicina penitenziaria: in questo caso specifico il progetto è in fase di definizione. Lo studio ha riguardato casi specifici come le allergie: qui la percentuale dei pazienti allergici ricoverati si mantiene solitamente intorno al 21% e questi sono riconoscibili con un braccialetto identificativo di colore diverso. Un altro aspetto importante ha riguardato la profilassi antibiotica in chirurgia: dal 2018 si è implementata la linea guida per una corretta profilassi antibiotica in chirurgia. I dati del primo semestre del 2019 hanno dimostrato che solo nel 10% dei casi la terapia  è stata somministrata anche se non prevista nelle linee guida. Dal mese di aprile 2019, è stata monitorata la compilazione del modulo di ricognizione all’ingresso: il monitoraggio della fonte informativa da cui si ricavano le informazioni utili per la fase di ricognizione individuava nel 72% dei casi l’informazione vocale data dal paziente, nel 10% la lettera di dimissione, nell’8% la lista dei farmaci redatta dal medico curante/medico di MMG.

 

[1] Federfarma; Ansa

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *