REAZIONI AVVERSE AL MEZZO DI CONTRASTO

Un progetto dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino per identificare le reazioni avverse acute all’iniezione di un mezzo di contrasto, allo scopo di predisporre le misure per ridurre il rischio di queste reazioni e fornire le prime indicazioni riguardo al loro trattamento. Coinvolti 9.200 dipendenti.

 

“In primo luogo – spiega la dottoressa Ida Raciti – il progetto è nato per offrire ai professionisti e agli operatori sanitari linee guida utili ad identificare i pazienti a rischio di reazioni acute da ipersensibilità ai mezzi di contrasto iodati e al gadolinio, per i quali risulta necessario adottare la premedicazione. In secondo luogo, è stato realizzato allo scopo di predisporre le misure per ridurre il rischio di queste reazioni e fornire le prime indicazioni riguardo al loro trattamento immediato. Le reazioni avverse acute all’iniezione di MdC possono essere reazioni ‘fisiologiche’ o da ‘ipersensibilità’. Le reazioni fisiologiche rappresentano una categoria eterogenea di eventi avversi, di solito non gravi, che regrediscono spontaneamente. Le reazioni da ipersensibilità immediata, invece, si verificano entro la prima ora – spesso nei primi minuti – dalla somministrazione del MdC e hanno una presentazione clinica analoga alle reazioni allergiche”.

Come si manifestano le reazioni avverse acute al mezzo di contrasto iodato (MdC) o a base di gadolinio? Quale è il meccanismo delle reazioni da ipersensibilità immediata al MdC e che frequenza hanno? Partendo da questi interrogativi-guida, si è sviluppato il progetto “Prevenzione e trattamento delle reazioni acute da ipersensibilità ai mezzi di contrasto iodati e a base di gadolinio”, realizzato con il supporto della SC Qualità, Risk Management e Accreditamento dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Referenti del progetto, i Risk Manager Ida Raciti e Giulio Fornero.

Ida Raciti, Risk Manager dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

Un progetto che ha preso avvio nel 2015 con la costituzione di un gruppo di lavoro multi-professionale e multidisciplinare su mandato della Direzione Sanitaria, al fine di uniformare i livelli di medicazione prima dell’effettuazione di un esame radiologico con mezzi di contrasto: “Presso la nostra azienda – spiega la Dirigente Medico – erano presenti diversi protocolli di premedicazione. Nella nostra AOU, infatti, sono confluite tre diverse aziende[1] con comportamenti non omogenei nei vari presidi e con un utilizzo della premedicazione che poteva risultare non appropriato e con possibili effetti collaterali. Nel 2015, è stato istituito un gruppo di lavoro composto da radiologi, allergologi, anestesisti, cardiologi, personale medico del pronto soccorso, epidemiologi, internisti, farmacisti, medici legali, medici della Direzione sanitaria, Risk Manager e dal Gruppo Evidence Based Medicine (EBM). Quella delle reazioni acute al MdC, in particolare, è stata una necessità del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia”.

Dalla ricerca e dalla valutazione di studi significativi sono nate le Linee Guida: “Partendo dalla letteratura scientifica – prosegue la Risk Manager – sono state formulate delle raccomandazioni tradotte in un documento aziendale condiviso. Nel 2019, il documento è stato revisionato e aggiornato nelle Linee Guida, approvate dalla Direzione Sanitaria e diffuse a tutte le Strutture interessate. Sono in corso audit specifici per la valutazione della diffusione e dell’applicazione delle stesse”. Le Linee Guida, inoltre, sono state pubblicate sul portale aziendale[2] e presso i presidi coinvolti sono stati affissi poster illustrativi, aggiornati anche per i pazienti pediatrici.

Uno dei poster illustrativi affissi nei presidi ospedalieri

“Uno dei risultati principali – conclude la dottoressa Raciti – è stato l’ampio confronto tra i numerosi professionisti dell’azienda, che conta circa 9.200 dipendenti e 2.200 posti letto. Il secondo risultato si è avuto nell’assenza di segnalazioni di eventi avversi”. Il progetto è stato inserito tra le buone pratiche piemontesi presentate alla 12° Call for Good Practices di Agenas ed è stato illustrato alla 1a “Giornata Regionale delle Buone pratiche per la sicurezza delle cure”, organizzata dal Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente della Regione Piemonte. Nel 2020, proseguirà con l’aggiornamento continuo delle linee guida, per diffondere un’attenzione costante e allineata in tutti i presidi, nonché con la valutazione a campione di eventuali comportamenti difformi.

 

[1] Le tre aziende sono: l’AOU San Giovanni Battista, l’Ospedale Sant’Anna e il Presidio CTO.

[2] http://www.cittadellasalute.to.it/

 

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