APPROPRIATEZZA DELLA TERAPIA ANTIBIOTICA IN ASL CN1

Il metodo della doppia misurazione prima e dopo l’intervento di stewardship convalida la bontà di una pratica che ha ridotto il rischio di antibiotico resistenza migliorando l’appropriatezza e l’uso delle risorse con beneficio per il paziente e la collettività. “Un ciclo che, in buona sostanza, è di formazione e miglioramento – dice l’RM Maurizio Salvatico – e va rinfrescato, come da letteratura, dopo qualche anno, per mantenere alto il livello di guardia e coinvolgere il personale che è arrivato nel frattempo”

 

Il progetto può essere condotto in 6 mesi di lavoro da un gruppo multidisciplinare formato da un farmacista, un infettivologo, un microbiologo e un facilitatore per la patient safety (secondo quanto prescritto dalle Linee Guida della Infectious Diseases Society Of America – IDSA).

Lo ha condotto la ASL CN1 Cuneo nel reparto di Rianimazione e Terapia intensiva dell’Ospedale di Savigliano riducendo la pressione e la spesa antibiotica di un terzo e un quarto, rispettivamente tra il 2016 e il 2018. “Ciò implica – spiega il Risk Manager Maurizio Salvatico – l’aumento di appropriatezza delle prescrizioni: un traguardo dal quale derivano poi, nell’ordine, un beneficio immediato per il paziente, il contenimento, a medio lungo termine, della resistenza della flora batterica e, collateralmente, una riduzione della spesa totale. Riduzione, non razionamento per il singolo paziente. Al contrario, nel nostro caso ha significato aumentare la spesa per singola prescrizione diminuendo il numero delle prescrizioni. In una frase: spendere meno perché si spende meglio e dove/quando serve [1]”.

Vista la soddisfazione, il lavoro del gruppo di antibiotic stewardship, nella rotazione delle numerosissime strutture aziendali, ha ora interessato le medicine interne e le chirurgie, dove si è quasi terminato il ciclo, ed è appena partita l’attività in DEA-PS.

Maurizio Salvatico, Risk Manager

I risultati del progetto in Terapia Intensiva, intanto, sono stati presentati il 15 ottobre 2019 durante la Prima Giornata Regionale delle Buone pratiche per la sicurezza delle cure, organizzata dal Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente del Piemonte.

“Si tratta di un ciclo che, in buona sostanza, è di formazione e miglioramento –  afferma Maurizio Salvatico – e va rinfrescato, come da letteratura, dopo qualche anno, per mantenere alto il livello di guardia e coinvolgere il personale che è arrivato nel frattempo”.

La giornata, infatti, aveva lo scopo di mostrare, davanti ai responsabili della Qualità e Risk Management dell’intera Regione, le buone pratiche presentate da ogni singola ASL alla 12a Call di Agenas, in modo che ognuno potesse trarre spunto dal lavoro dei colleghi in Regione.

[1] Nota dell’intervistato: “Su quantità e qualità di prescrizioni e sulla spesa le variazioni sono state statisticamente significative; sugli esiti paziente e sulla variazione delle sensibilità batteriche i risultati sono molto positivi ma la P non è significativa, a causa dei piccoli numeri e di altre variabili molto influenti come il case mix e la provenienza da altri ospedali”.

 

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