IL VENTO CHE CAMBIA: COMUNICARE E CONDIVIDERE LE BUONE PRATICHE E LA FIDUCIA CHE NE DERIVA

Non è la prima volta che solleviamo un problema ricorrente nel Risk Management sanitario nazionale ed internazionale: il deficit di comunicazione

 

A causa del grande carico di lavoro degli operatori di settore, può capitare infatti che delle best practice locali rimangano sconosciute ai più o che una ASL impieghi tempo e risorse per sviluppare una check-list o studiare un miglioramento già ampiamente sperimentati e implementati da una ASL confinante. Tutto per mancanza di tempo. Né questa difficoltà si limita all’ambito degli addetti ai lavori. Questi evidenti limiti si riflettono anche sulla percezione esterna collettiva del settore Sanitario. La popolazione stessa non ha una percezione realistica della sicurezza delle cure in Italia e pensa al nostro sistema sanitario in termini molto meno fiduciosi di quanto meriti. Appare quindi evidente come la risposta a questa situazione sia la comunicazione: dimostrare con parole supportate da dati come la gestione del rischio migliori la sanità. Ed è una comunicazione che si muove su due livelli, per aumentare sia la consapevolezza degli operatori sull’importanza del Risk Management, sia la fiducia delle persone nelle cure che ricevono ogni giorno.

Il nostro Sanità 360°, in fondo, è nato esattamente con questo scopo e oggi siamo felici di vedere che il vento sta cambiando. Su questo numero vediamo infatti come la stessa Regione Piemonte figuri, in maniera importante, quasi un laboratorio di “buone pratiche”: il mese scorso si sono tenuti interessanti momenti di incontro con la popolazione in occasione della giornata mondiale del 17 settembre; il prossimo 15 ottobre invece si terrà un’altra importantissima iniziativa: lo scambio e la presentazione, tra tutte le ASL regionali, di una “buona pratica” tra quelle presentate alla Call for Good Practice di Agenas.

Sarà un momento nel quale ogni struttura potrà ascoltare e imparare dalle esperienze altrui, declinandole opportunamente al proprio interno secondo le proprie esigenze. Questo evento ha una filosofia estremamente affine a quella di Sham perché ricalca fedelmente lo scopo e la prassi del nostro Premio per la prevenzione dei rischi: mettere assieme i migliori progetti che rendono le cure più sicure per farli conoscere e applicare a livello nazionale. Una chiusa finale sul Premio Sham: quest’anno la risposta è stata bellissima e abbiamo già raccolto, mentre vi scrivo, quasi 70 progetti. Coloro che si sono attardati e non sono riusciti a presentare la propria candidatura entro il 30 settembre ci hanno chiesto di prorogare la ‘chiusura’ delle iscrizioni al 15 ottobre. Cosa che abbiamo fatto con piacere, anche per venire incontro ai nuovi arrivati del 2019. Quest’anno infatti, alla tradizionale partnership di Federsanità ANCI, si sono aggiunte quelle di AIOP e ARIS, portando alla creazione di due nuove categorie di partecipanti: i privati associati AIOP e i privati senza scopo di lucro associati ARIS.

Tutto ciò per dirvi che c’è ancora tempo per iscriversi! Trovate qui il link per regolamento e moduli.

Grazie e buona lettura

 

Roberto Ravinale

Direttore esecutivo di Sham in Italia

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