LA SICUREZZA COME DRIVER DI CAMBIAMENTO

Dubai 2020: pianificato il confronto sulle esperienze delle strutture sanitarie dell’aria mediorientale che hanno aumentato la sicurezza delle cure per ridurre il contenzioso medico legale e aumentare la qualità assistenziale. Lo promuoverà l’Associazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers (HCRM)

 

“I Paesi dell’area mediorientale non hanno sistemi sanitari pubblici performanti. Le principali reti assistenziali risultano essere private e comunque molte strutture sanitarie sono accreditate all’eccellenza. Proprio il fatto che sia un sistema semplice e relativamente omogeneo, però, lo rende facile da studiare e ci permette di focalizzarci su alcune dinamiche specifiche, capirle e considerare l’eventuale riproducibilità anche in Italia. Il rapporto tra sicurezza delle cure e assicurazione è una di queste dinamiche e sarà quella che affronteremo, con il Patrocinio del Ministero della Salute, in un workshop a Dubai 2020″. Alberto Firenze, Assistant Professor all’Università di Palermo e Presidente dellAssociazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers (HCRM).

Uno degli scopi della società scientifica è il confronto e la contaminazione con altre realtà, vedere cosa funziona nei sistemi sanitari degli altri Paesi e valutare se si possa importare in Italia o in Europa. Vedere il resto del mondo come una carta geografica divisa tra paesi sviluppati o in via di sviluppo è, infatti, riduttivo e limitante. “La sanità è composta da infiniti processi ed è ragionevole aspettarsi che diversi Paesi sviluppino alcuni processi in maniera migliore di quanto abbiamo fatto noi. Un esempio potrebbe essere il Kazakistan che negli ultimi anni sta investendo molto per migliorare la portata e l’efficienza delle cure ai cittadini. Certamente, la sua sanità non può ancora paragonarsi a quella europea ma in un campo, però, ci superano. Hanno messo a punto un sistema per la valutazione delle tecnologie sanitarie che altri paesi, anche europei, dovrebbero importare. Nel nostro Paese, infatti, si compra la tecnologia che costa meno sul momento senza pensare che, per diversi motivi che vanno dalle mancate diagnosi ai risarcimenti, con il passare del tempo i costi potrebbero essere superiori. In altre parti del mondo, invece, fanno il contrario: si chiedono cosa comprare al fine di avere una resa migliore in termini di salute sul lungo periodo”. Applicano cioè a pieno l’HTA (Health Technology Assessment).

 

“Il caso altresì di alcuni Paesi anche dell’area mediorientale. C’è una fortissima ricerca della sicurezza delle cure e prevenzione dei sinistri. Questa ricerca è guidata da un interesse altrettanto forte: più una struttura sanitaria investe in gestione del rischio clinico, maggiore è il cambiamento che si realizza, anche attraverso una maggiore performance in ambito di contenzioso. E non è una semplice dinamica che si risolve nell’ambito del rapporto tra struttura, paziente ed assicurazioni. Difatti anche i premi delle polizze dei professionisti sanitari che operano in una struttura virtuosa diventano meno care di conseguenza”.

“Stiamo raccogliendo ancora diversi dati in vista dell’appuntamento di Dubai del 2020 ma la tendenza di fondo che emerge confrontando dati sia italiani che di altri Paesi dell’area mediorientale  e comunque del bacino del mediterraneo, è chiara: da una parte lo studio del contenzioso con coperture assicurative per le strutture sanitarie può essere un driver di sicurezza e, sul lungo periodo, di risparmio. Dall’altro, l’autoassicurazione comporta spese maggiori, nessun beneficio in sicurezza e rimborsi più lenti per chi ha subito un danno”.

Appuntamento intermedio sarà a Napoli il 4 e 5 novembre 2019 per raccogliere testimonianze e pareri sul workshop di Dubai a margine dell’HACKATHON ICA, dedicato al contenimento delle Infezioni Correlate all’Assistenza che si svilupperà in quella sede.

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