GESTIONE DEL RISCHIO: I DATI PER INTERVENIRE PRIMA E MEGLIO

Alla ASL TO 3 entra in funzione una Piattaforma digitale integrata con un’APP messa a disposizione degli operatori per riportare near miss, eventi sentinella ed eventi avversi. Uno strumento che aumenta sia la comprensione del rischio a livello gestionale sia la sensibilità degli operatori alla prevenzione

 

Check No Risk è la nuova Piattaforma digitale integrata con una APP per dispositivi mobili progettata e realizzata dalla ASL TO 3 (in collaborazione con la Società Dedalus) per la raccolta ed elaborazione dei dati relativi alle segnalazioni nell’ambito del sistema di gestione del rischio clinico. Da poco entrata in vigore, è stata presentata il 27 maggio scorso a “Les Journees de Chirurgie du Cheb”, organizzato dal Raggruppamento Ospedaliero del Territorio delle Alpi Meridionali (l’equivalente francese di una grande Azienda Sanitaria italiana) a Briancon.

Per Michele Presutti, Responsabile Qualità e Rischio Clinico dell’azienda sanitaria ASL TO 3, “il superamento dei supporti cartacei come strumento di trasferimento dei dati e delle informazioni, rappresenta un grande passo in avanti sia per la gestione sanitaria sia per il coinvolgimento degli operatori e la diffusione della cultura della sicurezza”.

Il primo vantaggio della Piattaforma e della sua APP integrata è di carattere eminentemente pratico: “Utilizzando moduli digitali abbiamo ridotto tempi di trasmissione e di latenza delle informazioni, le possibilità di errore e il rischio di compilazioni incomplete, dato che le schede non si ‘aggiornano’ se non sono stati compilati correttamente tutti i campi obbligatori”.

Molto più importante, però, è l’impatto sulla gestione sanitaria perché, “grazie alla Piattaforma, possiamo avere i dati in forma aggregata e organizzata in tempo reale e distribuiti su un ampio periodo di tempo, per tipologia di evento e per sede di accadimento. Nel prossimo futuro ci proponiamo anche di incrociare i dati su near miss, eventi sentinella e eventi avversi con i dati sul contesto nel quale questi eventi si sono verificati. Allora potremmo rispondere a domande come: Quanta affluenza è stata registrata in contemporanea ad una caduta? Qual era il carico di lavoro al momento di una dimenticanza?”.

Questa galassia di dati si rivelerà strumento fondamentale per chi è chiamato a scegliere le politiche di gestione sanitaria ai diversi livelli: sono i dati che offrono gli elementi reali sui quali basare le decisioni e – elemento non di poco rilievo – questi dati non sono più racchiusi in centinaia di schede cartacee, ma sono facilmente reperibili, e da molti attori qualificati, sui nostri server. Con il passare del tempo potremo avere un quadro sempre più chiaro dell’andamento del rischio nella nostra ASL e sviluppare e mettere in campo, di conseguenza, nuove e sempre più efficaci misure per contrastarlo”.

Michele Presutti, Responsabile Qualità e Rischio Clinico dell’azienda sanitaria ASL TO 3

“Già adesso stiamo procedendo ad una serie di audit reattivi sulla base dei primi eventi segnalati, a dimostrazione ulteriore che la raccolta dei dati, nella gestione del rischio, è l’origine di quasi tutte le azioni di miglioramento”.

Un principio che è sia scientifico che culturale: “Non bisogna mai smettere di sottolineare come i reparti che segnalano più incidenti non sono i più pericolosi, ma i più sicuri, perché sono quelli che pensano quotidianamente a come migliorare la sicurezza”.

In quest’opera di sensibilizzazione “la digitalizzazione ci aiuta ulteriormente, perché facilita il coinvolgimento di tutti gli operatori e, nel contempo, li introduce alle tematiche della gestione del rischio. Già la stesura delle schede rappresenta una sorta di introduzione formativa al Risk Management oltre che un vero e concreto contributo alla sicurezza di pazienti e professionisti sanitari”.

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