COME DISTRUGGERE LA FIDUCIA DEI PAZIENTI NELLA SANITÀ

La trasparenza dei dati è uno strumento per rafforzare la gestione del rischio. Ma, se pubblicate senza contesto e spiegazioni, le informazioni offrono l’occasione di una gogna mediatica che distorce la realtà e può contribuire al rischio di aggressioni in corsia

 

Intervista a Tiziana Frittelli, Presidente Federsanità – ANCI e Direttore Generale del Policlinico Ospedaliero Universitario Tor Vergata

“Tor Vergata, il policlinico degli errori medici”. Così titolava un recente articolo pubblicato da un grande quotidiano nazionale e nel quale si definiva il risarcimento di 94 pazienti per il quinquennio 2013-2017 “una cattiva performance che è il quadruplo della media italiana” con una spesa, nel solo 2017, equivalente a 4,85 milioni di euro.

“Il giorno dopo – ricorda Tiziana Frittelli, DG di Tor Vergata –  ho visto medici piangere di rabbia; un Direttore di Dipartimento si è rifiutato di partecipare ad un incontro interaziendale per la vergogna; i pazienti in corsia hanno cominciato a minacciare i sanitari di denuncia”.

“Il giornalista, con il quale avevo parlato a lungo prima che pubblicasse il suo articolo, ha ‘dimenticato’ di aggiungere che, dei 94 casi riportati, solo 20 erano dovuti ad eventi avvenuti nel quinquennio 2013-2017; che gli eventi di malpractice chirurgica erano 7 e che gli interventi svolti nello stesso periodo superavano i 30mila”.

“L’incongruenza è che niente di ciò che è stato riportato è falso. Lo so perché i dati non sono il frutto di un’indagine giornalistica, ma sono reperibili sul sito del Policlinico. Tor Vergata, infatti, fa parte di quelle strutture pubbliche che rispettano l’obbligo alla trasparenza esplicitato nella Legge Gelli”.

“Ad essere distorto è il ritratto che questi singoli dati, riportati senza contesto, lasciano immaginare. Distorto e dannoso perché distrugge, senza fondamento, la fiducia delle persone nel lavoro quotidiano di 2000 operatori sanitari. Un’ingiustizia che non mi fa dormire la notte”.

“È vero, infatti, che nel 2017 abbiamo versato 4,85 milioni di risarcimenti, ma i risarcimenti non indicano la bontà delle cure erogate dalla struttura, indicano la sua politica assicurativa. Tor Vergata ha optato da sempre per un regime assicurativo. Peraltro, negli anni è variata sensibilmente la quota di franchigia a carico dell’azienda per ogni evento da risarcire. Come struttura pensiamo sia etico procedere il più celermente possibile alla liquidazione dei risarcimenti, dopo l’attento e approfondito vaglio del Comitato Valutazione Sinistri, nel quale siede anche l’assicuratore. Ma, poiché le varie aziende italiane hanno regimi diversi – nel senso che, se assicurate, hanno diverse franchigie e molte sono, invece, in regime di autoritenzione – è praticamente impossibile effettuare una valutazione comparativa tra i risarcimenti liquidati dalle varie aziende. Che valore ha, allora, la cosiddetta media italiana, quando non c’è nessuna media nei comportamenti? Chiunque lavori nel settore sa, inoltre, che i risarcimenti degli ultimi cinque anni si rifanno, per la maggior parte, a fatti avvenuti molto prima. Le persone che leggono la notizia sui social non lo sanno. Chi legge delle liste d’attesa e dei Pronto Soccorso affollati da 149 persone – com’è recentemente avvenuto sul Fatto Quotidiano – non riceve l’altra parte della notizia: cioè che molti erano codici rossi e gialli; che Tor Vergata può disporre, in una delle parti più disagiate di Roma, di 1,9 posti letto su 1000 abitanti invece dei consueti 3; che molte delle persone ricoverate non hanno un contesto domestico tale da garantire le cure a casa e che, ciononostante, tutte quelle 149 persone sono state accudite, curate fino in fondo e curate bene. Quello che le persone leggono è lo scandalo, la notizia che buca la pagina utilizzando frammenti di realtà senza nessuna considerazione per il contesto dal quale sono stati strappati per essere sbattuti sotto i riflettori”.

“La dinamica – sottolinea il Presidente di Federsanità ANCI – infligge un danno enorme alla Sanità italiana perché distorce la percezione: la realtà è che la Sanità italiana è una delle migliori al mondo; cura tutti senza guardare in faccia nessuno. Purtroppo esistono ancora difformità di erogazione sul territorio italiano. Il nostro impegno deve essere orientato all’equità e alla facilità di accesso alle cure, specialmente per le fasce di popolazione più fragili. Ma il livello delle cure è elevato. Questa è la realtà. Il percepito, invece, parla di una sanità disfunzionale, ricolma di errori, che non garantisce la salute delle persone. Sono poche le voci che hanno la forza di spiegare, dopo vent’anni di campagne stampa sulla ‘malasanità’, che gli errori sono pochi e che ogni errore viene impiegato per capire, analizzare, fare meglio. Questo è il significato della trasparenza dei dati sui risarcimenti prevista dalla legge Gelli: condividerli per trovare soluzioni. Ma se quegli stessi dati vengono riportati senza contesto, perdono la loro veridicità e la loro funzione e creano caos e insicurezza”.

Tiziana Frittelli, Presidente Federsanità – ANCI e Direttore Generale del Policlinico Ospedaliero Universitario Tor Vergata

Tor Vergata in cinque anni ha ridotto il deficit di 50 milioni di euro mentre ha aumentato di tre milioni gli investimenti per il personale. Continuiamo ad essere il terzo polo regionale per la somministrazione di farmaci alto-spendenti (file F) e cure innovative e utilizziamo tecniche innovative e costose, nonostante solo parzialmente coperti dai rimborsi regionali. Il deficit è stato ridotto esclusivamente eliminando gli sprechi e acquistando beni a prezzi convenienti, grazie ad ottimi capitolati, redatti con i professionisti, e attraverso aggregazioni di acquisto con altre aziende che hanno consentito economie di scala. Il nostro Comitato di Valutazione Sinistri – l’organo che riunisce, tra gli altri, i risk manager, i medici legali e gli assicuratori per valutare ogni singola richiesta di risarcimento e capirne l’origine – è stato scelto come modello per l’intera regione Lazio. Da anni abbiamo formato oltre 25 facilitatori del rischio, mentre medici legali e risk manager supportano i reparti senza soluzione di continuità, cambiano le procedure organizzative che possono originare rischi clinici, si confrontano ogni due settimane con tutti i dirigenti clinici e amministrativi. Ogni singolo evento potenzialmente pericoloso viene analizzato per erigere una barriera. Questa è la nostra attività, giorno per giorno, anno dopo anno. Un tratto di penna è bastato ad infangarla. E ci vorranno altri anni per riparare al danno e ricostruire la fiducia dei pazienti”.

“Tutto ciò – conclude Frittelli – pone un problema che va oltre l’utilizzo dei dati pubblici. È un problema culturale e morale. Se questa è l’era del rancore e della frustrazione, ogni notizia di malasanità non può essere separata dal clima di tensione, paura e sfiducia che esplode nelle sempre più numerose aggressioni al personale sanitario. Se le persone vengono convinte di essere minacciate dai sanitari, cominciano a reagire come se dovessero difendersi da loro. Pur considerandolo un paradosso tragico e carico di sofferenze, l’esito deleterio di una stagione di fango gettato sulla sanità non è una ragione sufficiente a limitare la libertà di stampa. Ma è una ragione più che sufficiente per chiedere che la realtà venga raccontata per intero e spiegata meglio affinché non finisca per sembrare l’esatto contrario di quello che è. Non c’è nessuna libertà di informazione quando si informa al contrario”.

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