LE AZIENDE SANITARIE NON POSSONO RINUNCIARE ALLA TECNOLOGIA

Pianificazione, gestione, contenimento della spesa. L’innovazione è il fulcro di ogni aspetto nella sanità del presente e del futuro. Anche se il costo è elevato, il ritorno lo compensa molte volte.

 

Intervista a Gennaro Sosto, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise (ASReM), Coordinatore nazionale Area Innovazione e tecnologie sanitarie e Coordinatore delle ASL del Sud Italia di Federsanità.

Quali sono le tecnologie innovative più promettenti che si stanno applicando nella sanità italiana?

L’innovazione tecnologica costituisce oggi un’opportunità fondamentale per affrontare le sfide della moderna sanità e può guidare un cambiamento significativo nella pianificazione ed erogazione dei processi di cura e dei processi amministrativi a supporto. In un periodo di contrazione delle risorse, la tecnologia diventa un supporto fondamentale per garantire alle Aziende Sanitarie di poter raggiungere gli obiettivi dell’appropriatezza, dell’efficacia, dell’efficienza e della sicurezza delle cure. Fondamentale è la dimensione dell’Health Technology Assessment, utile a dare un approccio multidimensionale e multidisciplinare all’analisi delle diverse implicazioni che la tecnologia ha nelle politiche sanitarie aziendali, anche nelle indicazioni d’uso clinico appropriato e per le valutazioni costo-efficacia.

La valutazione delle tecnologie sanitarie, tramite il coinvolgimento ed il contributo di tutti gli attori interessati nel percorso assistenziale, consente un processo di valutazione integrata in aree come la valutazione e l’identificazione del reale bisogno clinico delle tecnologie sanitarie in grado di risolvere l’esigenza clinica, dei singoli modelli dei dispositivi biomedici disponibili sul mercato, oltre che di implementare la tecnologia sanitaria.

Infatti, l’innovazione può rappresentare la risposta delle ASL sia per contenere la spesa, introducendo tecnologia per migliorare i processi amministrativi e sanitari, sia per fornire al cittadino migliori servizi attuando quella deospedalizzazione, o spostamento del baricentro, dell’assistenza sanitaria verso il territorio. Quindi, per innovazione è da intendersi anche quella dei modelli gestionali che sono alla base dell’organizzazione funzionale delle ASL.

Sviluppare una capacità di interconnessione delle ASL su network applicativi è una mission delle Direzioni aziendali. Infatti, emerge forte nelle Aziende e negli operatori una nuova visione dei servizi sanitari supportati dalla disponibilità di tecnologie innovative.

Tra le tante ASL che alimentano la discussione in Federsanità c’è una costante condivisione d’informazioni e di best practices ad alto value. Il Coordinamento nazionale dell’area “Innovazione e tecnologie sanitarie” riguarda, appunto, un settore nevralgico per una sanità moderna che punti all’affermazione della cultura d’innovazione in ambiente sanitario attraverso lo sviluppo di conoscenze e metodi operativi che possano supportare le organizzazioni sanitarie nel continuo processo di cambiamento, anche tramite l’utilizzo di nuove tecnologie e di modelli innovativi di Integrated Care.

Quali sono quelle che si possono applicare, con buon grado di diffusione e standardizzazione, nel prossimo futuro?

Fino a pochi anni fa era illusorio pensare la sanità com’è oggi. Le tecnologie hanno permeato tutti i processi aziendali, anche quelli amministrativi o quelli relativi al rapporto con l’utenza. L’intero Sistema, attraverso l’innovazione, può determinare il riequilibrio delle responsabilità anche per il cittadino/utente, sempre più consapevole e responsabile del proprio stato di benessere e di salute. Sono sempre più frequenti, ad esempio, le richieste di servizi elettronici avanzati per disporre di tutte le informazioni che mettono realmente “al centro” del sistema salute il cittadino.

In un quadro epidemiologico in costante mutamento, per le ASL è diventato necessario sfruttare l’innovazione tecnologica come supporto e come possibilità di promuovere la salute non solo per curare la malattia, anche passando per uno snellimento dei processi burocratici. Sono tante le sfide da affrontare anche dal punto di vista delle tecnologie sanitarie, come la chirurgia robotica, ormai vera leva delle performance organizzative e cliniche delle Aziende che soddisfano i bisogni di salute della cittadinanza.

Gennaro Sosto, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise

Esiste un confine tra ciò che, al momento, la tecnologia può fare e quello che, invece, non può esserle delegato?

Esiste un perno dell’intero Sistema da cui non si può prescindere: gli operatori. La tecnologia deve essere di sostegno all’attività “intellettuale”. Nel settore della sanità si concentrano saperi scientifici e umanistici che spesso contribuiscono alla ricerca, suggerendo nuovi strumenti per la cura, la diagnosi, la prevenzione, l’organizzazione e valutazione dell’assistenza sanitaria.

Prima ancora che pensare alle tecnologie, quindi, ogni ASL deve riflettere su programmi specifici di miglioramento delle competenze e delle capabilities dei decisori e degli operatori che poi dovranno utilizzarle.

Nonostante gli elevati costi, dunque, l’innovazione offre notevoli benefici anche nei momenti di crisi economica e di contrazione della spesa.

Per le ASL non è strategico rinunciarvi, interrompendo gli investimenti di risorse e capitali. Il governo dell’innovazione necessita, quindi, di strumenti che permettano di avere consapevolezza del rischio legato all’innovazione, riconducibile, secondo Kalipso Chalkidou (Direttrice del Global Health and Development dell’Imperial College di Londra), schematicamente a due categorie: il rischio di adottare un’innovazione che in futuro non si rivelerà efficace quanto ipotizzato, con conseguente dispendio di risorse; rischio di non adottare un’innovazione che in futuro si rivelerà utile, con conseguente perdita di salute.

La tecnologia più avanzata influenza anche la filosofia di gestione di un’azienda sanitaria?

Certo, basti pensare all’attuale tema del General Data Protection Regulation (GDPR), che comprende aspetti legali, organizzativi, tecnici e formativi delle risorse umane. Questo discorso diventa molto impegnativo nell’ambito del sistema informativo sanitario, che si configura, con una vastità di gestionali utilizzati nelle ASL, come un sistema poco armonico e, spesso, poco comunicativo. Il sistema informativo di un’azienda sanitaria rappresenta uno strumento completo ed integrato per il governo della struttura, sia dal punto di vista della gestione corrente che sotto il profilo della strategia evolutiva. Restando al tema dei dati sanitari, è affascinante e complesso perché le informazioni sanitarie rappresentano una fonte molto delicata e appetibile.

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