LE CINQUE AREE DEL RISCHIO AL MAURIZIANO DI TORINO

All’Umberto I mappati 270 rischi con il coinvolgimento di oltre 35 operatori sanitari. Dopo l’analisi di Carto Risk, l’82 per cento dei rischi si conferma basso. Sviluppate 14 azioni migliorative tra le quali la revisione della check list in sala operatoria. Per il RM Barbara Mitola è un metodo “veloce e tangibile che aumenta la consapevolezza degli operatori”.

 

Presentato giovedì 5 luglio 2018 all’Ospedale Umberto I di Torino l’esito della mappatura del rischio a priori. Applicando il metodo Carto-Risk della Mutua assicuratrice Sham, circa 35 operatori hanno lavorato da marzo a luglio analizzando processi e sottoprocessi in cinque aree focali dell’assistenza sanitaria: Emergenza e accettazione (DEA), l’identificazione del paziente il percorso del Farmaco, Chirurgia, Ostetricia.

Il metodo Sham prevede, infatti, che siano le persone che lavorano ogni giorno in reparto ad elencare tutti i rischi presenti nella loro attività quotidiana, valutarne frequenza e gravità nonché l’efficacia delle barriere atte a contenerli. Il risultato è una visione plastica del rischio residuo, per il quale vengono proposte dagli operatori gli interventi atti a ridurlo.

“È un buon metodo” spiega Barbara Mitola, Risk Manager Azienda Ospedaliera Mauriziano “perché permette di ottenere risultati tangibili velocemente e utilizzando le risorse già presenti. Dato che sono gli operatori stessi a mappare il rischio nei loro reparti, non è necessaria una preparazione specifica.  I benefici sono una comprensione approfondita di tutti i processi e le barriere coinvolte in ogni singolo processo. Aumentando la conoscenza dei processi, aumenta anche la consapevolezza degli operatori dei risultati che si possono ottenere per migliorare la prevenzione”.

Dei 270 rischi a priori analizzati, infatti, l’82 per cento è risultato, incrociando frequenza e gravità, “basso”, confermando “l’efficacia di anni di lavoro per migliorare i processi, soprattutto in aree come il percorso del farmaco e la sala operatoria”.

Da ultimo, la mappatura del rischio “stimola il dibattito nelle equipe, nonché il confronto con molte altre esperienze di mappatura in Italia, e spinge le persone che lavorano in ospedale a pensare attivamente a come migliorare ulteriormente le procedure per garantire una sempre maggiore sicurezza delle cure”.

Ad emergere, infatti, è il quadro completo dell’attività in ogni ambito analizzato: ciò che funziona e ciò che può funzionare meglio secondo l’esperienza in prima persona di medici, infermieri e tecnici.

“Uno degli aspetti centrali di Carto Risk – aggiunge Anna Guerrieri, Risk Manager della Mutua Sham –  è l’essere uno strumento di prevenzione che non viene spiegato in lezioni frontali, ma applicato direttamente dalle equipe. La valutazione del rischio, nella mappatura, è una misura che viene dalla migliore fonte possibile: chi fa prevenzione e cura tutti i giorni. Più interdisciplinare e più il metodo è efficace e preciso, più gli interventi di miglioramento proposti rispecchiano i bisogni delle persone assistite”.

In tutta Italia l’applicazione del metodo Sham ad oggi ha portato a misurare 914 rischi in 17 processi sanitari, coinvolgendo oltre 187 operatori nella Azienda Ospedaliera Marche Nord, al Policlinico Tor Vergata, e nell’ASL TO 4 oltre che, ovviamente, Mauriziano di Torino

Dai 270 rischi analizzati al Mauriziano sono nate, 14 azioni o proposte di miglioramento: tra tutte, la revisione della check list in sala operatoria accogliendo il suggerimento degli operatori.

 

 

 

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